Ricostruzione, si fa l’ipotesi di un sottosegretario ad hoc

TERAMO. I sindaci del cratere 2016, la settimana scorsa a Roma, avevano chiesto al governo celerità nel nominare un nuovo commissario alla ricostruzione e nel prevedere nuove norme che possano...
TERAMO. I sindaci del cratere 2016, la settimana scorsa a Roma, avevano chiesto al governo celerità nel nominare un nuovo commissario alla ricostruzione e nel prevedere nuove norme che possano sbloccare l’attuale stasi. Ieri qualcosa si è mosso, perché in mattinata si è svolta una riunione dei deputati e dei senatori dei gruppi di maggioranza interessati alle problematiche connesse al terremoto del Centro Italia. L'incontro, organizzato dal viceministro dell'Interno Vito Crimi e dal sottosegretario allo sviluppo economico Alessia Morani, mirava a fare il punto innanzitutto sul commissario, ma anche sulle norme e sulle procedure da snellire per far decollare la ricostruzione. Dalla riunione, spiegano fonti parlamentari riportate dall’Ansa, è emersa la necessità di proporre alcuni emendamenti al Milleproroghe. Per quanto riguarda la nomina del prossimo commissario, i parlamentari auspicano che si tratti di una persona di altissimo profilo, senza appartenenze politiche (e questo farebbe decadere la candidatura, di cui si vocifera, dell’illustre esponente abruzzese del Pd Giovanni Legnini, già vice presidente del Csm) e capace di gestire in maniera efficace le grandi problematiche della ricostruzione post sisma. È poi emersa l'esigenza di avere un sottosegretario delegato.
Questa è la vera novità di ieri: la possibile nomina di un sottosegretario, una figura politica (ritenuta necessaria dai sindaci del cratere, come più volte ribadito dal primo cittadino di Teramo Gianguido D’Alberto) che occupandosi in maniera specifica della ricostruzione del Centro Italia possa imprimere un'accelerazione alla rinascita dei territori colpiti dalle scosse oltre tre anni fa, svolgendo una funzione di tramite tra il governo e i rappresentanti di quei territori. Nomi ancora non ne sono stati fatti ma, secondo quanto riferiscono all’Ansa alcuni partecipanti, l'opzione è stata messa sul tavolo. C’è chi ritiene che questa figura possa inglobare anche quella del commissario, ma non è comunque esclusa la possibilità che si proceda comunque alla nomina di un nuovo commissario – che quindi resterebbe una figura tecnica – visto che l'attuale, Piero Farabollini, è scaduto a dicembre ed è in regime di prorogatio.(d.v.)
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