Riduzioni Tari e mutui spalmati: è battaglia in consiglio comunale

26 Maggio 2015

Opposizione e Campana contestano il piano economico-finanziario sui rifiuti, il debito rinegoziato suscita malumori anche in maggioranza: a lungo termine comporterà 6,5 milioni di spese in più

Il piano economico e finanziario della Tari arriva in consiglio comunale già in parte superato dagli eventi. La previsione di spesa per la raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta, infatti, approda in aula quando i primi cinque mesi dell'anno sono passati e non resta molto da svelare sui costi del servizio. Il provvedimento, però, scatena un serrato botta e risposta tra il sindaco Maurizio Brucchi e il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto sugli effetti per famiglie e imprese. La riduzione di circa un milione di euro della spesa calcolata dalla Team per il porta a porta, secondo il sindaco e l'assessore alle finanze Eva Guardiani, si traduce nell'abbassamento della Tari. L'impatto positivo è attutito dalla diminuzione della platea dei contribuenti. «Le superfici commerciali tassabili rispetto all'anno scorso risultano ridotte di 30mila quadri», spiega l'assessore, «e ci sono 22 abitazioni in meno». Se questi dati fossero rimasti stabili, le quote dovute da aziende e famiglie sarebbero ancora più basse. Il trend in diminuzione è comunque consolidato. «Le utenze domestiche pagheranno tra il sette e il nove per cento in meno», puntualizza Brucchi, «quelle non domestiche tra il 10 e il 15 per cento». Gli sconti, sommando anche quelli del 2014, in due anni sarebbero fino al 25% per le aziende e al 15% per le famiglie. «Non mi pare poco», sottolinea il sindaco.

Ma D'Alberto è di tutt'altro avviso. Per il capogruppo del Pd la riduzione della spesa è fittizia perché non tiene conto di 2,3 milioni di euro di crediti inesigibili da parte della Team e di altre voci che, se fossero inserite nel piano, lo farebbero lievitare da 10,8 a oltre 13 milioni di euro. Anche l'impatto positivo sugli utenti, a detta Di D'Alberto, sarà molto più contenuto. Secondo il sindaco, però, le somme non inserite nel piano resteranno fuori dal calcolo della spesa anche l'anno prossimo e gli sconti saranno tangibili quando i cittadini riceveranno i bollettini con il conguaglio dovuto per il 2015. «Il piano è incompleto, mancano documenti», replica D'Alberto, «i costi fissi pesano per il 62% del totale e non sono state avviate riduzioni sulle spese per i dirigenti e per la struttura amministrativa». La scarsa trasparenza dell'atto è evidenziata anche da Gianluca Pomante. «I piani sulla Tari vengono imposti», osserva, «non c'è alcuna interlocuzione». Il richiamo al contenimento dei costi della dirigenza Team arriva anche dal consigliere di maggioranza Guido Campana (Al centro per Teramo) che sollecita riduzione della quota a carico dei cittadini e riassorbimento del personale in esubero, che anche ieri era in aula. Paola Cardelli presenta 21 emendamenti che spaziano da aspetti tecnici del piano a proposte come l'introduzione della tariffa puntuale, la specificazione delle spese di raccolta dei rifiuti, lo sviluppo del compostaggio domestico e il mantenimento dei tre passaggi settimanali per la raccolta dell'organico. Il pacchetto di modifiche viene però respinto in blocco dalla maggioranza, che avalla il provvedimento così come portato in aula dall'amministrazione.

Il via libera arriva anche per la rinegoziazione dei mutui che spalma in trent'anni le rate a carico del Comune. L'operazione, illustrata da Eva Guardiani, garantirà un beneficio immediato liberando risorse che quest'anno si attestano a circa 230mila euro. A lungo termine, però, comporterà esborsi maggiori, riferiti alle spese di gestione dei mutui, per 6.5 milioni di euro. Su questo aspetto si sono appuntate le critiche dell'opposizione secondo cui la giunta con questo atto condiziona le scelte delle amministrazioni che la seguiranno. «Vengono scaricate sulle generazioni future», fa notare D'Alberto, «le responsabilità dovute all'incapacità di risolvere le drammatiche difficoltà di bilancio». Lo stesso concetto è evidenziato dal capogruppo del Movimento 5 stelle Fabio Berardini, secondo cui i maggiori costi graveranno sulle tasche dei cittadini. Anche dalla maggioranza partono rilievi. Alfonso Di Sabatino Martina evidenzia che il provvedimento rappresenta una sorta di "extrema ratio" per far quadrare il bilancio mentre Angelo Puglia, capogruppo di "Al centro per Teramo", invita a ridurre la pressione fiscale e a tenere i conti sotto controllo. «Si tratta di un provvedimento che non adottiamo a cuor leggero», ammette il sindaco, «ma è necessario».

L'ultima polemica coinvolge Berardini e la segretaria comunale Patrizia Scaramazza che non ammette l'approvazione rapida di un ordine del giorno, presentato dal consigliere grillino, per il conferimento della cittadinanza onoraria a Nino Di Matteo, il pm palermitano che indaga sulla trattativa Stato-mafia. Prima dei saluti viene distribuito in aula "Teramo a fumetti", libro di Luigi Braccili ristampato da Lisciani giochi.

Gennaro Della Monica

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