Rifiuti, affondo del Pd: «Gestione dubbia»

Roseto, il partito interviene sull’inchiesta della procura e ricorda l’esposto alla Corte dei conti
ROSETO. «Una gestione a dir poco imprecisa e quantomeno dubbia». In questo modo il Pd di Roseto definisce la vicenda della gestione dei rifiuti sul territorio comunale, giunta proprio in questi giorni alla ribalta giudiziaria con un avviso di garanzia al sindaco Enio Pavone e al dirigente del settore, Lorenzo Patacchini, per abuso d’ufficio e turbativa dei pubblici incanti.
Da tempo il Pd rosetano aveva contestato il modo in cui veniva portata avanti la questione da parte della maggioranza di centrodestra che governa Roseto, attraverso una serie di iniziative ufficiali, contestando in particolare l’eccessivo ricorso alle ordinanze di affidamento diretto del servizio. In quest’ambito si colloca la sentenza definitiva del Consiglio di Stato, con la quale il Comune è stato condannato a risarcire con 60mila euro i partecipanti alla gara del primo affidamento nel giugno del 2011. Tale somma è stata riconosciuta dall’amministrazione Pavone come debito fuori bilancio e quindi a carico dell’intera collettività rosetana. «Questo affidamento illegale, come contestato dalla procura», si legge nella nota del Pd locale «si è ripetuto fino a pochi mesi fa quando è stata finalmente conclusa la procedura di gara per l’affidamento definitivo del servizio; gara, vinta dalla società che per più di tre anni si è vista illecitamente rinnovare l’affidamento di un servizio affidato la prima volta in maniera non corretta. Nel mezzo il prefetto ha sollecitato più volte il sindaco Pavone a evitare il ricorso eccessivo alle ordinanze non ottemperando ai limiti temporali imposti dalla legge».
Fiutate presunte irregolarità, dunque, il Pd parte con una serie di richieste ufficiali finalizzate a invertire la tendenza della procedura, ma sia la giunta che la maggioranza «si dimostrarono sorde e con comportamenti al limite del sospetto» si legge nella nota del Pd, che si vide quindi costretto a presentare un esposto alla Corte dei conti «per chiedere l’eventuale danno erariale causato all’ente dalle decisioni dell’amministrazione Pavone». Accuse pesantissime, che vanno ad aggiungersi alla già grave situazione che vede indagato, tra gli altri, anche il sindaco di Roseto. «Ad oggi qualcosa si è mosso: deciderà di muoversi dalla sua poltrona anche Pavone?», si chiude la nota del Pd rosetano «non fosse altro che per quanto affermato solo tre mesi fa a proposito dei rifiuti: “Stiamo per dare inizio ad un cambiamento epocale per la nostra città”: si riferiva forse a questo?».
Federico Centola
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