Rifiuti, D’Alberto chiede chiarezza alla Regione

27 Agosto 2019

Il sindaco: «La normativa sulla nuova autorità è di fatto ancora inattuata» L’incertezza sulla riapertura del Cirsu blocca la programmazione degli impianti

TERAMO. «Chiediamo alla Regione chiarezza sulla politica in tema di rifiuti». A intervenire sulla questione è il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, che partendo dalle riflessioni del dirigente regionale del servizio rifiuti Franco Gerardini, che qualche giorno fa aveva fatto il punto sul problema impianti in provincia proprio sulle pagine del Centro, sottolinea come qualsiasi discorso su strutture, aggregazioni di ambiti e consorzi e in generale sulla gestione dei rifiuti non possa prescindere da una reale attuazione della legge sull’Agir. «La nuova normativa sulla gestione integrata dei rifiuti risale al 2013, ed è una legge molto avanzata sia nell’impianto che nelle prospettive», sottolinea D’Alberto, «che prevede, oltre alla creazione dell’autorità unica d’ambito, quella dei sotto-ambiti, la creazione di economie di scala e la riorganizzazione di un sistema che fa acqua da tutte le parti. Ma oggi, a sei anni dalla sua approvazione, è obiettivamente ancora inattuata».
L’Agir si è infatti insediata appena un anno fa e solo a maggio di quest’anno è scattato il termine che blocca nuove gare e affidamenti di servizi. «Dal suo insediamento, però, non sono stati fatti passi avanti», continua D’Alberto, «e mi sembra si stia ripetendo quanto fatto nella scorsa legislatura regionale. Per questo vogliamo sapere chiaramente qual è la linea della Regione. Se, come auspico, è quella di portare avanti questa normativa, bisogna spingere e renderla operativa il prima possibile». Un discorso che per D’Alberto è strettamente connesso anche con la prospettiva, auspicata da Gerardini, che una volta costituito l’Ato unico regionale e stabiliti gli ambiti operativi la Team diventi un punto di aggregazione per quello teramano. «Sono assolutamente d’accordo sul fatto che si debba arrivare alla razionalizzazione e all’aggregazione di tutti i soggetti, le società e gli ambiti che gestiscono i servizi connessi ai rifiuti», dichiara il sindaco, «e la Teramo Ambiente, con la nostra amministrazione, questo ruolo con lo vuole giocare perché Teramo città capoluogo non può che avere una funzione centrale, anche attraverso il potenziamento della struttura di Carapollo e l’adeguamento della gestione servizi. Siamo pronti ad avviare un dialogo con tutti gli ambiti ma per farlo è indispensabile capire quale direzione la Regione intende prendere».
L’attuazione della normativa sull’Agir, inoltre, è legata anche alla gestione degli impianti. «La normativa stabilisce che tutte le strutture e gli impianti debbano essere trasferiti a questa autorità d’ambito», spiega D’Alberto, «e quindi è importante capire quali saranno i tempi di sviluppo del percorso». Questo soprattutto per un territorio, come quello teramano, che da anni soffre per la mancanza di impianti. Un tema rispetto al quale il sindaco interviene anche sul piano per riaprire l’impianto di Grasciano. «Sul Cirsu abbiamo sentito annunci troppe volte», conclude il sindaco, «e l’attesa della sua riapertura, nell’auspicio che la situazione possa sbloccarsi, non può diventare un elemento che va ad imprigionare la programmazione impiantistica sul territorio. Per quanto riguarda l’invaso di Atri penso che lo strumento della discarica sia un po’ superato. E comunque si continua a ragionare su quello che c’è e non su quello che ci dovrebbe essere, e che sicuramente non dà garanzie su quello che ci sarà».
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