Rifiuti e appalti, chiesto il processo per 6

15 Febbraio 2017

Sotto accusa la dirigente comunale Maria Angela Mastropietro, Marini ex vice sindaco di Silvi e l’imprenditore Diodoro

TERAMO. Dopo un ’indagine durata due anni su rifiuti e gare, la procura conferma le accuse e chiede il processo per sei ipotizzando violazioni della concorrenza nel regime degli appalti, degli affidamenti diretti e dei rinnovi dei contratti a Roseto e Silvi. Un impianto accusatorio che ora dovrà superare il banco di prova dell’udienza preliminare: sarà il gup a decidere per un processo o per un non luogo a procedere.

I NOMI. I pm Andrea De Feis e Luca Sciarretta nei giorni scorsi hanno firmato la richiesta di rinvio a giudizio per Maria Angela Mastropietro, all’epoca dei fatti dirigente del settore rifiuti al Comune di Roseto(oggi in servizio al Comune di Giulianova dove è indagata in un'altra inchiesta relativa ad appalti di opere pubbliche); l’imprenditore Ercole Diodoro, legale rappresentante della Diodoro ecologia, azienda rosetana che si occupa di rifiuti; il collaboratore Alessandro Di Marzio; l’ex vice sindaco di Silvi Enrico Marini, il funzionario del Comune di Silvi Carlo Durante; il consulente di Rovigo Alberto Rao. Per i primi cinque l’accusa contestata dalla Procura è turbata libertà degli incanti, mentre per il sesto è falso ideologico. Confermata la richiesta di archiviazione per gli altri indagati tra cui l’ex sindaco di Roseto Enio Pavone, l’ex sindaco di Mosciano Orazio Di Marcello, il dirigente del settore urbanistica del Comune di Roseto Lorenzo Patacchini, il funzionario del Comune di Silvi Nazzareno Ferrante, i collaboratori della Diodoro Ecologia Agostino Di Febo e Gianluca Ferreo, il marito della Mastropietro Stefano Di Filippo.

LE ACCUSE. All’epoca delle indagini i due pm fecero sequestrare materiale nei municipi ma anche nelle abitazioni degli indagati: l'obiettivo era far luce sulle procedure seguite per affidare appalti milionari alla ditta Diodoro Ecologia negli anni compresi tra il 2011 e il 2014. Nell’avviso di conclusione i pm ipotizzano condotte fraudolente poste in essere al fine di favorire l'impresa Diodoro nell'aggiudicazione delle gare d'appalto. Accuse pesanti tutte da dimostrare nel corso di un eventuale dibattimento. Così scrivono nell’avviso di conclusione in merito a Diodoro e Mastropietro: «Segnatamente, in violazione delle garanzie di segretezza delle offerte economiche e di pari trattamento delle ditte partecipanti, Mastropietro Maria Angela Lucia consentiva alla società “Diodoro Ecologia” di presentare l’offerta economica in epoca successiva all’apertura delle buste depositate dalle ditte partecipanti e quindi dopo aver preso cognizione delle offerte economiche da queste presentate, con ciò intenzionalmente procurando alla società “Diodoro Ecologia” l’ingiusto vantaggio patrimoniale costituito dalla remunerazione conseguente all’aggiudicazione della suddetta gara e all’affidamento del relativo servizio di raccolta, trasporto, trattamento e conferimento e smaltimento dei rifiuti soldi urbani, con correlativo danno per le altre ditte partecipanti alla gara».

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