Rifiuti, la Provincia accelera Controlli sui quattro consorzi

22 Aprile 2015

TERAMO. L’Agenzia regionale unica dei rifiuti si farà, i sindaci saranno i protagonisti del nuovo organismo e non saranno sottratti finanziamenti. E’ la sintesi di una riunione che si è tenuta ieri...

TERAMO. L’Agenzia regionale unica dei rifiuti si farà, i sindaci saranno i protagonisti del nuovo organismo e non saranno sottratti finanziamenti. E’ la sintesi di una riunione che si è tenuta ieri in Provincia a cui ha partecipato anche l’assessore regionale Mario Mazzocca. L’assemblea dei sindaci, ieri, è stata rassicurata dalla Regione sull’intenzione di procedere in tempi “decisi” verso la nuova governance del sistema di rifiuti regionale.

Sulla scelta di un’unica Agenzia regionale si è soffermato il neo commissario dell’Agir, Giovanni Damiani (direttore tecnico dell’Arta): «Per garantire la sostenibilità econonomica e gestionale e abbassare la filiera c’è bisogno della macrofiliera: ma i territori avranno la libertà di decidere sugli schemi locali. Ci saranno aggregazioni almeno provinciali poi bisognerà decidere sulla particolarità di alcuni territori, penso a quelli montani». Sui modelli gestionali: «Non bisogna aver paura dei privati che sanno fare meglio del pubblico: ma noi pretenderemo prezzi bassi e la governance dovrà essere pubblica». Ben vengano, hanno sottolineato Mazzocca e Damiani, le iniziative come quelle della Provincia di Teramo che provano a fare sintesi: «E’ il primo territorio che si presenta unito e presenta delle proposte».

Renzo Di Sabatino, aprendo i lavori, aveva sottolineato la necessità di «togliere ai rifiuti ogni casacca politica. Dobbiamo diventare autonomi e superare le incertezze e le divisioni che hanno penalizzato la nostra comunità costringendoci e pagare un conto molto salato». Nella sua proposta, poi approvata, si prevedono due tavoli, uno istituzionale di 8 sindaci – due per ogni ambito – e uno tecnico. Lavoreranno per individuare: «l’ambito territoriale ottimale per l’affidamento dei servizi, delle operee degli impianti da realizzare con un modello gestionale e organizzativo comprensiva di una proposta di riorganizzazione aziendale». Il tavolo tecnico compirà una ricognizione sui 4 consorzi esistenti (con una verifica della situazione patrimoniale, economica e finanziaria). Le proposte dovranno arrivare all’assemblea entro tre mesi.