Rifiuti, lo sciopero Team riesce a metà

Guerra di cifre tra sindacati e azienda sull’adesione dei lavoratori e raccolta a macchia di leopardo. Oggi si replica
TERAMO. Sciopero Team, il bilancio del primo giorno dice che i disagi ci sono stati e hanno riguardato per lo più i quartieri periferici; la raccolta dei rifiuti è stata a macchia di leopardo, così come lo spazzamento stradale che si è concentrato sulle arterie principali. Tuttavia il primo dei due giorni di sciopero dei lavoratori della Teramo Ambiente non ha messo la città in ginocchio come avvenne l’8 luglio scorso, quando l’adesione fu totale. Anche perché molti cittadini questa volta hanno evitato di esporre il mastello.
Resta il fatto che quest’astensione, pur se meno impattante negli effetti, è stata più dura nei toni dello scontro che vede ormai su posizioni inconciliabili sindacati da un lato e azienda dall’altro. A partire dal balletto di numeri sull’adesione. Per i sindacati hanno incrociato le braccia il 70% dei lavoratori e anche i lavoratori precettati per i servizi essenziali sarebbero stati impiegati, dicono i sindacalisti, «per un make up di facciata del centro storico». L’azienda invece, con le timbrature alla mano, ieri contava 72 persone in servizio e 41 assenti per un’adesione circoscritta al 36% dei lavoratori. La verità sta nel mezzo: il computo dei sindacati è stato fatto solo sul numero degli operatori dell’igiene urbana impegnati nella raccolta (29 addetti assenti, 18 in servizio, per un’astensione del 62%) e nello spazzamento (7 assenti, 3 in servizio, con un’astensione quindi del 70%). Il computo dell’azienda invece viene fatto su una base diversa e contempla tutti i lavoratori che hanno il contratto Fise-Ambiente e teoricamente interessati dallo sciopero, dunque anche quelli dei servizi cimiteriali, della segnaletica, gli amministrativi e gli addetti alle officine e agli impianti di trasferenza dove i rifiuti vengono pesati e smistati. E’ chiaro dunque che su questa base le cifre sono ridimensionate e le motivazioni della protesta legate ai carichi di lavoro e all’orario flessibile toccano alcuni operatori più da vicino rispetto ad altri.
Per i sindacati è stato dunque un successo tanto da confermare anche per oggi la seconda giornata di sciopero e quindi il mancato ritiro dell’indifferenziato. Il presidente Team Pietro Bozzelli, finito nel mirino dei sindacati poiché accusato di essersi rimangiato l’accordo sulla modifica dei turni, smentisce la presenza di due lettere distinte. «Team è un’azienda seria, c’è una lettera sola protocollata che prevedeva la calendarizzazione di tutte le problematiche tra cui quella sui turni. Formalmente non c’era la trasformazione direttamente dal 1° ottobre perché è un passaggio che necessita della firma di un accordo sindacale. Ma era tutto già previsto». Bozzelli nega anche uno scollamento tra parte pubblica e parte privata dell’azienda rappresentata dall'amministratore delegato Luca Ranalli. «Ho detto in più occasioni e l’ho ribadito anche dall’incontro dal sindaco Brucchi che il cda è monolitico. E io ho una parola sola». Superate per Bozzelli anche le altre problematiche: «Ci sono le certificazioni che ci dichiarano in regola sulla sicurezza e circa le ferie l'azienda si è dotata per la prima volta di un piano ferie semestrale, in modo da pianificare per tempo anche quelle invernali ed evitare il ricorso ai costosi interinali per le emergenze».
Marianna De Troia
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