Rifiuti non autorizzati, scatta il sequestro

3 Agosto 2023

Tonnellate di plastica e tessuti stoccati abusivamente in uno stabilimento dismesso di Sant’Atto, due gli indagati

TERAMO. Tonnellate di rifiuti, soprattutto plastica e tessuti, accumulati sia all’interno e sia all’esterno in alcuni casi senza le dovute autorizzazioni: ieri mattina la polizia provinciale ha eseguito un provvedimento di sequestro di uno stabilimento industriale dismesso da tempo nella zona industriale di Sant’Atto.
Il sequestro è stato chiesto dal sostituto procuratore Stefano Giovagnoni e disposto dal gip Marco Procaccini. Nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura ci sono due indagati, nomi legati allo stabilimento, per reati di natura ambienale. L’autorità giudiziaria ha delegato alle indagini la polizia provinciale con l’ufficiale Fabio Di Vincenzo che ha coordinato l’indagine e le operazioni di sequestro.
Una indagine avviata nei mesi scorsi sulla base di alcune segnalazioni e su cui hanno lavorato, sempre su delega dell’autorità giudiziaria, anche i carabinieri forestali.
Il sequestro è scattato per tutto il capannone. Sia all’interno e sia nel piazzale esterno, infatti, sono accumulati grossi quantitativi di rifiuti con, secondo l’accusa, notevoli rischi di inquinamento per tutta l’area e pericoli in caso di improvvisi incendi. Nell’ambito degli accertamenti disposti dalla Procura bisognerà stabilire anche il tipo di rifiuti per verificare la presenza o meno di sostanze inquinanti. Non si esclude, tra le altre ipotesi, che possano esserci anche rifiuti magari arrivati da fuori comune o da fuori provincia. Il vecchio capannone si trova in un’area lontana dalla zona centrale del nucleo industriale, su una strada scarsamente illuminata: uno scenario che, dunque, avrebbe potuto consentire proprio un via via di mezzi pronti a scaricare. Perché è evidente che tutta quella mole di rifiuti possa essere stata portata solo da mezzi pesanti che, probabilmente proprio nelle ore notturne, sono arrivati per scaricare.(d.p.)