Rifiuti, scatta il ricorso al Tar

Roseto, associazioni e residenti pronti a bloccare il centro riuso a Fonte dell’Olmo
ROSETO. Un ricorso al Tar per bloccare la realizzazione del centro di raccolta rifiuti e del centro del riuso nel terreno a sud dello stadio Fonte dell'Olmo e un accesso agli atti per capire perché il centro di raccolta all'autoporto, pronto ormai da 4 mesi dopo i lavori di messa a norma, non venga ancora riaperto.
Sono queste le iniziative che verranno avviate a breve termine da parte di associazioni, comitati e rappresentanti di attività commerciali che sono contrari alla realizzazione dei centri di raccolta rifiuti e del riuso nella zona sud di Fonte dell'Olmo. Prosegue dunque la battaglia tra varie associazioni e l'assessore comunale Nicola Petrini, sempre convinto che i due centri riqualificheranno una zona degradata.
Comitati e associazioni hanno sottoposto il progetto alla verifica dei legali dell’associazione Ascom Abruzzo, che ha rilevato un errore nella procedura: per andare avanti con il progetto, e dunque con la variante urbanistica, l’amministrazione deve ottenere due autorizzazioni. Si tratta della Via (valutazione di impatto ambientale) e la Vas (valutazione ambientale strategica). «Il tecnico che ha fatto la relazione dice che la Vas non è necessaria», precisa Lorena Mastrilli, presidente del comitato “Fonte dell’Olmo”, «e questo è uno dei primi punti con cui si può bloccare il progetto. Per procedere con il ricorso al Tar però bisognerà attendere l’approvazione in consiglio comunale. Da qui partono poi i 60 giorni per poter presentare il ricorso. Secondo il legale dell’Ascom questa amministrazione non farà in tempo a richiedere la Vas e la Via, perché sono verifiche che richiedono almeno un anno».
Analizzando il progetto nel dettaglio le associazioni e i comitati hanno rilevato nella sezione della relazione tecnica sulla localizzazione delle affermazioni che, a loro avviso, non sarebbero corrette.
«Nella relazione si legge che il centro non sarà vicino a strutture sensibili», continua Mastrilli, «mentre il centro sanitario in costruzione è proprio attiguo e inoltre c’è la scuola media e tutti gli impianti sportivi. Inoltre la relazione dice che nella zona non ci sono pozzi di captazione di acqua potabile, mentre ci sono a 150 metri quelli della ditta Rolli con cui vengono lavate le verdure; si legge anche che c’è buona viabilità, ma la concentrazione di aree commerciali e di abitato crea notevoli problemi di traffico. Infine si dice che non è in una zona di espansione urbana, quando invece c’è una grande area, ex-mattatoio, che verrà venduta per costruire pubbliche abitazioni ed inoltre tutta l’area è già densamente abitata». Le associazioni infine si chiedono come mai non venga aperto il centro di raccolta all’autoporto, pronto ormai da quattro mesi.
Luca Venanzi
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