Rifiuti, sentenza ribaltata: il Comune non deve pagare
ROSETO. Il Comune di Roseto non deve pagare la somma di 677.459 euro al Cirsu, il consorzio intercomunale dei rifiuti dichiarato fallito il 10 settembre 2015. Lo dice una sentenza della corte d’appell...
ROSETO. Il Comune di Roseto non deve pagare la somma di 677.459 euro al Cirsu, il consorzio intercomunale dei rifiuti dichiarato fallito il 10 settembre 2015. Lo dice una sentenza della corte d’appello dell’Aquila del 26 maggio, che ribalta la sentenza di primo grado del 4 aprile 2018 emessa dal tribunale di Teramo, secondo la quale il Comune di Roseto avrebbe dovuto versare al Cirsu la cifra più gli interessi a decorrere dal 31 dicembre 2009, a titolo di corrispettivo del servizio di smaltimento rifiuti solidi prodotti dal medesimo Comune.
«Con il verbale dell’assemblea degli azionisti del 17 settembre 2009», si legge nella sentenza della corte d’appello, «era stata deliberata la tariffa di 177 euro per tonnellata per il periodo tra il 12 febbraio 2009 e il 31 dicembre 2009. Il Comune di Roseto, in riferimento alla fattura emessa da 184.786 euro, aveva omesso di pagare la somma di 68.443 euro in quanto aveva ritenuto di applicare la vecchia tariffa di 110 euro per tonnellata». Gli avvocati Carlo e Luca Scarpantoni, legali del Comune, nelle argomentazioni hanno ribadito la distinzione tra il ruolo di socio e quello di contraente del servizio, che ha determinato l’inesistenza del credito vantato dal Cirsu. La controversia iniziò nel 2009, quando il Comune rosetano, assieme a quello di Giulianova, diede parere contrario agli aumenti retroattivi sullo smaltimento dei rifiuti, poiché i consigli comunali avevano già approvato i propri bilanci. A tal riguardo, l’allora amministrazione Di Bonaventura invitò ad esprimersi sulla questione consiglieri ed assessori, che espressero parere contrario.(l.v.)
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