Rifiuti, sfuma il progetto Vedelago

10 Febbraio 2015

Lo annuncia Manola Di Pasquale: «La legge di stabilità dà i fondi per gli impianti solo all’ente unico d’ambito regionale»

TERAMO. «Il progetto Vedelago è sfumato». A cantare il de profundis per l'intervento relativo alla realizzazione di un impianto di riutilizzo dei rifiuti indifferenziati, intorno al quale il sindaco Maurizio Brucchi ha costruito la strategia sulla gestione integrata di raccolta e smaltimento del pattume, è Manola Di Pasquale. Secondo la consigliera comunale del Pd, infatti, il piano tanto caldeggiato dal primo cittadino è morto «com'era prevedibile per effetto della legge di stabilità varata dal governo. Quest'ultima consegna tutti i fondi disponibili per l'impiantististica all'Agir, ente unico d'ambito regionale che si occuperà di programmazione e gestione in materia di rifiuti». Il Mote, consorzio dei comuni dell'entrotterra a cui finora sono stati affidati questi compiti e che ha l'amministrazione teramana come punto di riferimento, non otterrà dunque le risorse su cui Brucchi contava per concretizzare il progetto.

A detta di Manola Di Pasquale si sapeva da anni che sarebbe finita così «ma il sindaco ha sempre voluto ignorare il disposto delle leggi nazionali e regionali ed è andato avanti lungo una strada senza uscita, con il mero intento di illudere la città e gli operatori che Vedelago fosse la panacea di tutti i mali e che il Comune ne avrebbe avuto il controllo; nulla di più falso». Brucchi, insomma, avrebbe fatto finta di niente pur sapendo che il nuovo sistema che orienterà le scelte relative ai rifiuti non contempla più, a livello provinciale, l'esistenza di quattro consorzi come Mote, Cirsu, Val Vibrata e Fino-Piomba e di due società operative, Team e Poliservice, ma crea un unico ente territoriale d'indirizzo e individua un solo gestore.

«Già da diversi anni l'Abruzzo ha optato per una programmazione regionale sulla materia rifiuti con l’obiettivo di raggiungere in breve tempo la piena autosufficienza nello smaltimento, nel riciclo e nella lavorazione», insiste la consigliera comunale, «soltanto tale obiettivo può rendere effettiva la riduzione della Tari e quindi una minore pressione tributaria sulle aziende e sulle famiglie». Il sindaco, invece, avrebbe imboccato la direzione opposta determinando effetti negativi. «A Teramo negli anni il costo del rifiuto è sempre cresciuto in maniera esponenziale perché sono sbagliate la programmazione e le modalità di affidamento del servizio», evidenzia Manola Di Pasquale, «e continuerà a crescere fin quando il sindaco non metterà da parte il suo interesse clientelare sulla Team e sul Mote e non inizierà a pensare in termini di programmazione regionale e di aggregazione dei consorzi e delle società in ambiti provinciali». Interventi singoli, che interessano un solo comune o uno degli attuali consorzi, non sono più possibili ma il sindaco, sempre a detta della consigliera comunale, è interessato ad altro. «Brucchi continua a guardare solo al suo orticello», conclude, «e sta di nuovo facendo perdere alla città di Teramo un treno importante, l’unico che può consentire la riduzione del costo del rifiuto; la città tutto questo non se lo può permettere».

Gennaro Della Monica

©RIPRODUZIONE RISERVATA