Rifiuti, slitta ancora il processo alla Mastropietro

1 Novembre 2018

ROSETO. È un altro rinvio per questioni tecniche legate sempre alle intercettazioni a scandire il processo sugli appalti rifiuti a Roseto e Silvi, indissolubilmente legato all’inchiesta Castrum. Non...

ROSETO. È un altro rinvio per questioni tecniche legate sempre alle intercettazioni a scandire il processo sugli appalti rifiuti a Roseto e Silvi, indissolubilmente legato all’inchiesta Castrum. Non solo perchè tra i sei imputati c’è Maria Angela Mastropietro, in questo caso nella sua veste di ex dirigente del Comune di Roseto, ma proprio perchè dalle intercettazioni di questa prima inchiesta è nata quella sul presunto giro di appalti e mazzette a Giulianova. L’udienza di ieri veniva già dal rinvio di settembre dopo che la Corte aveva accolto l’eccezione presentata dall’avvocato Gennaro Lettieri, difensore dell’imprenditore Diodoro, sull’assenza dell’elenco delle trascrizioni delle intercettazioni nel fascicolo del dibattimento. E nell’udienza di ieri nuova eccezione del legale sul fatto che non sia stato possibile prendere visione delle intercettazioni perchè non sarebbe stato possibile “aprire” (cioè leggere) il cd che le contiene dopo il cambio del gestore dei sistemi informatici del tribunale. Quindi nuovo rinvio, questa volta al 19 dicembre. Oltre alla Mastropietro sono imputati Ercole Diodoro, legale rappresentante della Diodoro ecologia, azienda rosetana che si occupa di rifiuti; il collaboratore Alessandro Di Marzio; l'ex vice sindaco di Silvi Enrico Marini; l’allora funzionario del Comune di Silvi Carlo Durante; il consulente di Rovigo Alberto Rao. Per i primi cinque l'accusa contestata dalla Procura è turbata libertà degli incanti, mentre per il sesto è falso ideologico. I fatti contestati dai pm Andrea De Feis e Luca Sciarretta (da luglio in servizio alla Procura di Pescara) si riferiscono a procedure seguite per affidare appalti alla ditta Diodoro Ecologia negli anni compresi tra il 2011 e il 2014. (d.p.)
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