Rimossi i 44 pali a rischio Ripulita Villa Ranalli

27 Giugno 2019

ROSETO. Sono partiti ieri mattina, sul lungomare sud, i lavori per la rimozione dei 44 pali che non hanno superato le prove di stabilità, effettuate dalla ditta Sig di Roma nel mese di gennaio, e...

ROSETO. Sono partiti ieri mattina, sul lungomare sud, i lavori per la rimozione dei 44 pali che non hanno superato le prove di stabilità, effettuate dalla ditta Sig di Roma nel mese di gennaio, e che sono stati classificati “a rischio”. Per vedere però i nuovi lampioni, e di conseguenza i nuovi corpi illuminanti, bisognerà attendere.
«Finito di rimuovere tutti i pali», dice l’assessore alla manutenzione, Nicola Petrini, «si provvederà all’installazione dei nuovi pali e dei corpi illuminanti che dovranno essere poi collegati all’impianto elettrico. La ditta ci ha comunicato che la fornitura dei nuovi pali arriverà lunedì 8 luglio».
E lunedì il Comune ha deciso di intervenire su Villa Ranalli a Cologna Spiaggia, dove una ruspa ha provveduto allo sfalcio della vegetazione, talmente alta da coprire un piano dell’edificio. «Era un intervento necessario», precisa Petrini, «i proprietari non sono stati rintracciati e allora si è deciso di provvedere alla pulizia, con le spese a carico dei proprietari».
Nel frattempo si cerca anche di risolvere la situazione del canale di Santa Petronilla, dove i lavori sono fermi da circa 7 mesi. «Otto mesi fa ci fu segnalato che le lastre superiori di copertura del canale delle acque bianche, che servono a regimentare l’acqua dalla collina verso il fiume, erano deteriorate per un tratto di dieci metri», spiega Petrini, «ma quando gli operai del Comune si sono recati sul luogo, hanno appreso che il problema del cedimento delle lastre non era limitato ai soli dieci metri visibili, ma a tutta l’estensione del canale lungo circa 60 metri». Il canale inoltre, realizzato in cemento, presenta un restringimento fino a 30 centimetri a ridosso dello spogliatoio del campo polivalente. «Abbiamo deciso di non limitarci alla riparazione del solo danno ma di smantellare tutto e mettere in sicurezza l’area, in modo che i confinanti non fossero in pericolo e rifare tutto il canale», continua Petrini, «è evidente che quindi che proseguire questi lavori altamente specializzati con i soli dipendenti comunali non era possibile, ma abbiamo dovuto incaricare una ditta specializzata, provvedendo ad acquistare con fondi propri tubazioni in pvc e reperire i fondi per i lavori di posa e ripristino dell’intero canale». (l.v.)
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