Rinasce il ponte dell’Ancaranese: parte la progettazione dell’opera

Incontro tra tecnici e amministratori per la riqualificazione della struttura al confine con le Marche Il commissario alla ricostruzione Castelli: «È uno snodo fondamentale per l’asse viario da Fabriano»
ANCARANO . Il rilancio del ponte sulla strada Ancaranese compie i primi decisi passi. A questo intervento ieri è stata dedicata una riunione del tavolo tecnico che ha visto un confronto tra gli attori principali impegnati sul fronte della realizzazione dell’importante opera infrastrutturale. Hanno partecipato i rappresentanti delle Province di Teramo e Ascoli, che hanno competenza sul ponte che si trova al confine tra il territorio comunale ascolano e quello di Ancarano, i delegati di entrambe le amministrazioni cittadine interessate, la struttura commissariale per il post-sisma del Centro Italia e i tecnici dell’Ufficio speciale per la ricostruzione cui è stato affidato il compito di gestire progettazione e appalto dei lavori. «Si è trattato di una riunione costruttiva perché il ponte sull’Ancaranese è una struttura vitale non solo per il territorio di riferimento, ma perché rappresenta un elemento strategico anche del piano di rivitalizzazione viaria del cratere sismico», spiega il commissario alla Ricostruzione Guido Castelli, «si tratta di un grande piano che mira a riattivare l’Appennino centrale colpito dal sisma attraverso il miglioramento dei collegamenti; ci sono 2,8 miliardi rispetto ai quali abbiamo già ottenuto finanziamenti per 1,2 miliardi, che sono già stati oggetto di affidamenti e progettazioni».
Castelli fa rilevare inoltre che «la rete in oggetto va da Fabriano ad Ascoli lungo la famosa pedemontana e da Ascoli poi si dipana verso L’Aquila, col passaggio proprio sul ponte sull’Ancaranese, verso Amatrice tramite la Salaria e verso Spoleto, quindi il Tirreno, attraverso il valico di Forca Canapine. Lo stanziamento che abbiamo voluto assegnare all’Ancaranese nasceva proprio dalla rilevanza di questa infrastruttura che, ribadisco, risulta decisiva anche a livello nazionale».
Sul piatto, quindi, oltre a uno stanziamento complessivo tot di circa 11 milioni di euro, ci sono diverse ipotesi progettuali.
Una di quelle al vaglio dei tecnici dell’Usr prevede la demolizione dei due manufatti che compongono il ponte, quello in muratura e quello in cemento armato, e la ricostruzione di un'unica infrastruttura.
L’intervento sarà realizzato senza interrompere il traffico in una zona molto sensibile per la viabilità tra Piceno e la Val Vibrata. Per questo motivo, dunque, durante i lavori la circolazione verrà garantita grazie al passaggio dei mezzi sul ponte in cemento armato, che sarà oggetto di adeguamento e monitoraggio costante prima di essere a sua volta demolito. I rappresentanti degli enti coinvolti si ritroveranno a breve per fare il punto della situazione e pianificare l’opera di riqualificazione molto attesa. Il ponte, sotto al quale scorre il fiume Tronto, segna infatti anche il confine tra Abruzzo e Marche e, sebbene si trovi in parte in territorio ascolano, è parte integrante di un altro comune piceno, quello di Castel di Lama. (g.d.m)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

