Rinforzi in tribunale, giurano i 5 giudici

22 Gennaio 2024

Oggi la cerimonia di insediamento dei nuovi magistrati che saranno destinati sia al settore penale sia a quello civile

TERAMO. Il caso del tribunale teramano, con la sua carenza di giudici e amministrativi e con il suo pesante carico di arretrato, ha mobilitato varie istituzioni dopo il grido d’allarme lanciato in primis dall’Ordine degli avvocati e dal presidente Carlo Calvaresi. Il pressing quotidiano che l’anno scorso ha portato l’argomento sui tavoli ministeriali e su quelli del Csm comincia a dare i primi risultati con l’arrivo di cinque nuovi giudici. Oggi in tribunale c’è l’insediamento ufficiale dei magistrati con la cerimonia di immissione in possesso. Si tratta di Mot, ovvero i magistrati ordinari in tirocinio al loro primo incarico. I nuovi giudici, andranno sia nel penale (in questo caso si tratta di Marco D’Antoni e Martina Pollera) sia nel civile.
Nel palazzo di giustizia teramano pendono ancora i due terzi dell’arretrato dell’intero distretto e vi è il maggior tasso di turn over di magistrati in uscita. Così se prima bisogna smaltire l’arretrato è evidente che per le nuove iscrizioni il tempo slitta. Ma non basta: a Teramo i tempi di definizione di un procedimento civile sono di mille giorni, il numero più alto rispetto a quelli degli altri tribunali abruzzesi (a Pescara e Chieti ne servono poco più di 300), un magistrato ha il 17% di carico di lavoro in più rispetto ai colleghi di altri tribunali e un dipendente amministrativo il 38%. Numeri quelli dell’arretrato che, con un Pnrr che premia chi è al passo con i tempi della giustizia europea, indicano per Teramo una strada tutta in salita.
L’arrivo di cinque nuovi giudici non è la sola novità per il tribunale teramano. Tra aprile e maggio, infatti, così come confermato nel corso di alcuni incontri avvenuti l’anno scorso, inizieranno i lavori per la sistemazione dell’edificio e non sarà necessario traslocare gli uffici (come invece ipotizzato inizialmente) perché di volta in volta saranno ospitati in moduli abitativi sistemati nelle aree esterne del tribunale visto che gli interventi procederanno per step. La corsa per la sistemazione del palazzo di giustizia, dunque, comincia a superare i primi ostacoli. I lavori prevedono interventi di messa in sicurezza, il rifacimento di tutti i servizi igienici, l’installazione del servizio di climatizzazione (ora solo parziale) in tutto l’edificio, la messa a norma delle balaustre delle scale e degli atri. Il canale del Pnrr, con i continui richiami che arrivano dall’Europa, impone tempi rapidi e da qui, dunque, la necessità avviare la macchina il prima possibile così come ribadito in vari incontri dai tecnici del ministero di Giustizia e del provveditorato alle opere pubbliche.
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