Rinviata la discussione sulla sfiducia a Di Sabatino
TERAMO. Non sarà domani il giorno del voto sulla sfiducia al presidente del consiglio comunale Milton Di Sabatino. La mozione proposta da Paola Cardelli e firmata da dodici rappresentanti dell’opposi...
TERAMO. Non sarà domani il giorno del voto sulla sfiducia al presidente del consiglio comunale Milton Di Sabatino. La mozione proposta da Paola Cardelli e firmata da dodici rappresentanti dell’opposizione, tra cui i due di Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale Raimondo Micheli e Domenico Sbraccia, sarà discussa in un’apposita seduta consiliare. La data sarà stabilita nella conferenza dei capigruppo convocata per giovedì pomeriggio. Per la minoranza si tratta di una manovra dilatoria compiuta dall’amministrazione per allontanare il voto che sarà segreto. «È chiaro l’intento di prendere tempo», fa notare il capogruppo del Pd Gianguido D’Alberto, «nel tentativo di nascondere le conflittualità interne alla maggioranza».
Parole che suscitano l’immediata reazione del sindaco Maurizio Brucchi. «l Pd dovrebbe pensare a vincere le elezioni», replica, «piuttosto che ricorrere a queste strumentalizzazioni». Secondo il sindaco non c’è alcuna volontà di sottrarsi alla conta dei voti in aula. «Il consiglio di domani è stato convocato diversi giorni fa», spiega, «mentre le firme per la sfiducia sono state raccolte solo tra giovedì e venerdì». Il regolamento del consiglio ammette l’aggiunta di mozioni presentate in extremis solo per questioni urgenti. «Non è questo il caso della sfiducia a Di Sabatino», tiene a precisare il sindaco, «a cui dedicheremo una seduta consiliare a parte». Brucchi fa notare che la maggioranza è «serena e pronta» a discutere la mozione e lo dimostrebbe il fatto che, appena raggiunto il numero minimo di firme richieste, è stata convocata la conferenza dei capigruppo.
«Qualche giorno in più non cambierà la sostanza», insiste il primo cittadino, «se avessimo voluto perdere tempo, la mozione sarebbe stata affrontata molto più in là«. L’opposizione tenterà comunque di forzare la mano e ottenere subito il voto sulla sfiducia, per cui già domani ci saranno scintille in aula. (g.d.m.)
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