Riparte da zero l’iter per duemila nuovi loculi

25 Febbraio 2021

Mancano gli atti preliminari per l’ampliamento del cimitero, il Comune annulla Per il progetto prevista una spesa di otto milioni, si annunciano tempi lunghi

GIULIANOVA. Dovrà ripartire da zero l’iter per la realizzazione di duemila nuovi loculi per il cimitero di Giulianova: necessari quindi tempi lunghi per uscire dall’emergenza.
Verrà infatti revocata in “autotutela” la delibera del 2019 del commissario prefettizio Eugenio Soldà sull’affidamento alla Giulianova Patrimonio, secondo il sistema “in house”, della gestione del cimitero. La delibera avrebbe portato come conseguenza diretta all’ampliamento del cimitero verso ovest, con la realizzazione iniziale di circa duemila nuovi loculi. La spesa prevista per l’intervento complessivo, comprendente anche l’acquisizione di un’area di pertinenza di circa due ettari verso la frazione di Villa Pozzoni, è di 8 milioni e 600mila euro.
L’ampliamento era dettato dall’emergenza loculi più volte rappresentata dall’allora amministratore unico della Giulianova Patrimonio Luca Ranalli, che aveva relazionato al riguardo anche attraverso un articolato piano industriale che l’amministrazione Mastromauro non aveva mai licenziato.
Quella delibera commissariale, sebbene rechi i necessari pareri favorevoli delle varie figure dirigenziali, dovrà essere revocata per diversi motivi e, soprattutto, per quanto attiene l’ampliamento del cimitero, ritenuto comunque necessario. Mancherebbero i presupposti necessari. Infatti, l’allargamento del perimetro cimiteriale e relativa realizzazione di loculi non era presente in quei giorni nel dup (documento unico di programmazione) e nemmeno nel piano triennale delle opere pubbliche. Condizioni ineludibili, queste, per avviare l’iter. Ma, cosa fondamentale, mancava e manca tutt’ora il necessario piano regolatore cimiteriale, solo attraverso il quale, come prevede la normativa, è possibile avviare la pratica. Al riguardo, l’amministrazione comunale avrebbe già provveduto ad incaricare un tecnico per la redazione dello strumento urbanistico. Dunque, si dovrà necessariamente ripartire dalla prima casella per poter ovviare alla carenza di loculi che nel corso del 2020 si è fatta particolarmente sentire. L’amministrazione comunale, infatti, più di una volta è dovuta intervenire in tal senso per ovviare alla evidente insufficienza. Tant’è che in più di una occasione gli uffici comunali preposti hanno dovuto avviare le pratiche per la liberazione dei loculi scaduti in concessione e per i quali non ci sono più state manifestazioni di interesse da parte dei parenti eredi. Appare chiaro che passerà del tempo prima che l’emergenza cimiteriale possa essere risolta.
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