Ripartenza a metà per l’asta del pesce: i prezzi sono alti

Ieri le prime contrattazioni dopo lo stop per il caro gasolio Stamattina tutto fermo in segno di lutto per Danese
GIULIANOVA . Prezzi alti ieri mattina alla riapertura del mercato ittico, dopo diversi giorni di chiusura dovuti allo stop della pesca decisa dagli armatori per il caro gasolio. Stamattina le contrattazioni non ci sono state in quanto la marineria ha deciso di rispettare la giornata di lutto per la morte del comandante del “Vichingo” Alfredo Danese che è stato per oltre 50 anni esponente della categoria. In tanti ieri pomeriggio, poi, hanno affollato la chiesa di Santa Maria Assunta di Tortoreto Lido per porgergli l’estremo saluto.
Erano presenti i lavoratori del mare che hanno conosciuto Danese e dal quale hanno appreso tanti segreti del mestiere. In chiesa si sono così ritrovate diverse generazioni di marinai. C’era una folta delegazione giunta da Giulianova, ma anche da San Benedetto del Tronto, oltre ai tanti amici e colleghi di Tortoreto e Alba Adriatica. In diversi hanno raccontato aneddoti vissuti con Alfredo. Storie di mare, di sfide alla forza delle correnti e delle onde che hanno evocato l’immagine del «capitano temerario» che ha incontrato sulla terraferma l’ultimo, insormontabile ostacolo della propria vita. Il prossimo appuntamento al mercato ittico è fissato per martedì mattina. Nell’asta di ieri, tenuto conto del periodo di non eccessivo consumo, gli scambi sono stati regolati da quotazioni abbastanza alte. Le cause sono state legate, oltre che al lungo periodo di inattività e quindi dalla scarsa quantità del prodotto, anche dalla domanda dei ristoranti che in larga parte avevano esaurito le loro scorte. I pescherecci, per quanto concerne il caro gasolio, hanno lasciato gli ormeggi facendo affidamento sulle decisioni e della Regione che, come accaduto altrove, dovrebbe in qualche modo concorrere all’abbattimento parziale del costo del carburante. In sostanza, gli armatori sono tornati in attività “sulla parola”, in attesa di sostegni. Se non dovesse arrivare nessun segnale tangibile, si potrebbe tornare nuovamente al fermo volontario con riconsegna dei documenti di bordo delle imbarcazioni all’autorità marittima. Probabilmente anche il clima d’incertezza ha influenzato le trattative di ieri nell’assestamento verso l’alto dei prezzi. Probabilmente nel corso della prossima settimana saranno chiariti molti aspetti della delicata vicenda dell’emergenza energetica. All’asta di ieri mattina hanno partecipato in presenza 26 acquirenti, tra commercianti e ristoratori. Sono state vendute ben 565 casse di pesce per un totale di 1.902 chili. Otto i pescherecci che hanno portato il loro prodotto all’asta: Marlin, Faro, Capo Horn, Rossella, Silvia G., Claudia, Pamy ed Evelina Madre). Questi i prezzi all’ingrosso al chilo, iva esclusa, delle singole varietà: scampi di prima scelta 58 euro; calamari e mazzancolle 30 euro; sogliola grande 28 euro; cicala di mare grande 25 euro; seppie 16 euro; gambero rosa e rana pescatrice 13 euro; triglia di fango, totano, polpo di scoglio, palombo e merluzzi 10 euro; sgombro 8 euro; razza chiodata 4 euro; sigarello maggiore 2 euro.
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