Ripartiti i lavori nella piscina: va adeguata l’altezza della vasca

Sarà di un metro e mezzo per tutta la lunghezza, così l’impianto potrà ospitare gare regionali Al momento non ci sono date certe per la conclusione dell’opera e la riapertura al pubblico
GIULIANOVA. Sono ripartiti ieri, dopo sei mesi di stop, i lavori per la riqualificazione della piscina comunale di Giulianova. A confermarlo sono sia l’assessore Giampiero Di Candido sia il progettista e direttore dei lavori Guido Iampieri, che attendevano solo l’ok del ministero per delle migliorie al progetto. Sui tempi per la riapertura al pubblico, però, non si hanno notizie certe. «Cerchiamo di accorpare i lavori e fare in modo di concluderli nel più breve tempo possibile», precisa Iampieri, «miglioreremo l’impiantistica con la realizzazione di un cavedio che permetterà di intervenire sui tubi, in caso di rottura, senza fermare l’impianto; inoltre realizzeremo un fondo adatto per l’accesso alla piscina da parte delle persone con disabilità».
L’intervento per la piscina, chiusa da circa un anno, è stato finanziato in gran parte con 695mila euro dal Dipartimento per lo Sport presso la presidenza del Consiglio grazie al bando “Sport e Periferie”. Erano sorte polemiche in merito all’altezza della nuova piscina, che una volta completata sarà profonda un metro e mezzo per tutta la sua lunghezza. «Ribadisco che la piscina precedente aveva un’altezza di un metro e 20 centimetri, fino ad arrivare a un massimo di circa due metri e 20», aggiunge Iampieri, «e con queste dimensioni non era omologabile». L’altezza minima di una vasca per praticare gare ufficiali, secondo il regolamento della Federazione italiana nuoto, è infatti di un metro e 35. «Molti impianti oggi stanno chiudendo per gli alti costi di gestione. Il bando Sport e periferie si prefiggeva appunto di ottimizzare il tutto, sia sui costi di realizzazione sia su quelli di gestione», conclude Iampieri, «in funzione di questo, e considerate anche le dimensioni generali dell’impianto, si è deciso di progettare una piscina con un’altezza standard di un metro e 50, sufficiente per essere omologata per le gare di nuoto regionali. Se l’avessimo fatta più alta sarebbero aumentati sia i costi dei lavori sia quelli della futura gestione, e magari il Comune non avrebbe neanche intercettato il finanziamento».
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