«Rischi per la salute da depuratori e Infn»

Affermazioni choc del medico di base Castelli. Smentita di Asl e Ruzzo, “Robin Hood” chiede le prove
TERAMO. Due accuse pesantissime fatte su Teleponte da un medico di base, Elso Castelli, del comitato Azione Popolare. L’associazione consumatori “Robin Hood” interviene chiedendo al medico le prove di quanto affermato. In un primo passaggio Castelli, sui depuratori, parla di «commistione tra acque bianche e acque nere clamorosa, in occasione di temporali come quello che c’è stato poco fa a Teramo, sicuramente i depuratori hanno ricevuto acqua in sovrabbondanza e sverseranno: si approfitta dei temporali per aprire al fiume, per aprire al refluo qualunque cosa». In un altro passaggio Castelli parla del fatto che nelle zone a ridosso dei Laboratori di fisica nucleare «c’è un aumento di mortalità per tumore importante, si parla del 15-20%».
«Siamo allarmati, le dichiarazioni sono rilasciate da un membro della sanità pubblica», esordisce il presidente di Robin Hood Pasquale Di Ferdinando che chiede le prove delle gravi accuse, dopodiché si dice disposto a presentare un esposto alla Procura. Saranno chiesti chiarimenti anche alla Regione, alla Asl, all’Ato e alla Ruzzo reti. «Vogliamo vederci chiaro, le leggende metropolitane sono un conto, le dichiarazioni pubbliche di un esponente della sanità iscritto in un Ordine, quello dei medici, assumono un peso e una rilevanza diversa».
A chiarire la situazione è Valerio Profeta, capo dell’assistenza sanitaria territoriale della Asl: «Non abbiamo studi sull’incidenza dei tumori in Abruzzo e non c’è un registro tumori in regione. Quindi l’affermazione nell’intervista è priva di fondamento epidemiologico e scientifico. Sui depuratori: l’Arta tutti i giorni fa prelievi “a valle” (sull’acqua in uscita, ndr) e manda i “rapporti di prova” ai responsabili dei distretti e a me. Non risultano rapporti fuori della norma, in caso contrario avremmo provveduto ad allertare tutti gli enti responsabili».
Il Ruzzo spiega al medico ma anche a “Robin Hood” che la normativa prevede, nel caso in cui vi siano reti miste, «la presenza di sfioratori a monte dei depuratori per tutelare gli impianti dal rischio di malfunzionamento nei casi di eccesso di acqua piovana. Appare evidente il reiterato e costante tentativo di alcuni soggetti di creare panico tra i cittadini gettando discredito su chi ha responsabilità istituzionali verso di essi. Ruzzo Reti valuterà l’opportunità di segnalare tali comportamenti alle autorità competenti». (a.f.)

