Rischio frana, sgomberata Crognaleto

30 Agosto 2016

Metà del paese è minacciata da un costone di roccia reso instabile dalle scosse, interessate 50 case e sfollate 16 persone

CROGNALETO. Cinquanta case interdette e sedici sfollati, partiti nel pomeriggio (per altre abitazioni di di proprietà o case di parenti) con valigie in mano e tanta tristezza e preoccupazione negli occhi. È quello che è accaduto ieri a Crognaleto, il borgo montano sgomberato nella sua parte più popolata con ordinanza del sindaco Giuseppe D’Alonzo per il pericolo di caduta massi dal costone che domina il paese. Questa ringhiera di roccia arenaria situata a ridosso del borgo aveva subìto uno squilibrio per il sisma di mercoledì scorso, con un distacco di massi di piccola entità. Il costone era stato messo in sicurezza e tenuto sotto controllo dai tecnici nei giorni seguenti. Ma ieri mattina il primo cittadino ha deciso l’evacuazione per salvaguardare l’incolumità dei propri cittadini dopo aver rilevato la possibilità di un’ulteriore caduta di massi dalle relazioni degli esperti e dei vigili del fuoco, in considerazione anche dello sciame sismico in corso e della possibilità di riattivazione della faglia del Gran Sasso secondo quanto stabilito dalla commissione Grandi rischi.

Il sindaco D’Alonzo prima di emanare l’ordinanza, che è stata condivisa anche dalla prefettura e dalla sala regionale della Protezione civile, ha convocato nella piazza del paese i suoi concittadini per spiegare la situazione e rassicurarli. «Sgomberare parte del paese è un’opera di prevenzione per il territorio che va a proteggere gli abitanti», ha dichiarato, «abbiamo predisposto quattro punti di chiusura con presidio della Protezione civile per evitare che qualcuno entri nella zona pericolosa, per scongiurare fenomeni di sciacallaggio e accompagnare chi torna in paese a prendere le sue cose».

E così il piccolo paese dalle quindici famiglie residenti (ventidue persone ci vivono tutto l’anno), che d’estate e nei fine settimana si riempie raggiungendo più di cento abitanti, si è svuotato, con tanta tristezza di chi ieri ha dovuto lasciare la propria abitazione. Dopo la scossa molte persone erano scappate via, per altre l’evacuazione di ieri ha rappresentato un anticipo del ritorno a casa che in genere avviene dopo la festa della Madonna della Tibia dell’otto settembre, molto sentita dalla comunità. «Mi dispiace lasciare il paese », ha affermato Giovanni Di Filippo, presidente della Pro loco locale, «ma prendiamo la decisione del sindaco come la più saggia perché salvaguarda la nostra incolumità e sicurezza».

Questo terremoto ha aggravato lo spopolamento delle aree montane. «Spero che si trovi presto una soluzione al problema e il mio è un appello alle istituzioni», ha continuato D’Alonzo, « è necessario trovare una risposta che riporti i miei cittadini sul loro territorio. Con il terremoto qui sono andati via tutti e l’economia è messa a dura prova».

Il sisma del 24 agosto ha provocato tanti danni nel comune di Crognaleto, ma questo per ora non è rientrato nel cratere sismico come non rientrò in quello del terremoto dell’Aquila. Il sindaco non è molto d’accordo. «In una prima valutazione chi di competenza non ha tenuto conto delle reali condizioni del mio territorio. L’appartenenza al cratere ci permetterebbe di accedere a delle misure economiche che consentirebbero il rilancio della montagna».

Adele Di Feliciantonio

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