Rischio valanghe, chiuso il piazzale di Prati di Tivo

13 Dicembre 2021

Pietracamela, il sindaco blocca l’accesso all’area dopo le abbondanti nevicate A Giulianova tonnellate di spiaggiato sull’arenile, a Mosciano traliccio a rischio 

TERAMO. Le conseguenze della violenta ondata di maltempo di sabato, tra nubifragi e abbondanti nevicate in montagna, si fanno sentire: a Prati di Tivo da ieri è chiuso l’accesso al piazzale per il rischio valanghe e sulla costa nuovi ingenti danni agli stabilimenti balneari e tonnellate di rifiuti spiaggiati sull’arenile.
Non c’è pace a Prati di Tivo. Dopo le infinite e mai sopite proteste sul caso degli impianti che continuano a restare chiusi nonostante la neve, da ieri il piazzale è chiuso per rischio valanghe. Lo ha annunciato il sindaco di Pietracamela Antonio Villani che ha scritto: «Ai Prati di Tivo per rischio valanghe chiuso l’accesso al piazzale e a tutta la zona che va dal piazzale al residence Prati di Tivo. Invito tutti ad evitare di accedere in quella zona. Servirsi della strada che costeggia la zona bassa verso l’hotel Miramonti».
Danni notevoli sulla costa dove le violente mareggiate che hanno ulteriormente aggravato la situazione dell’erosione con nuovi danni agli stabilimenti balneari soprattutto nella zona di Alba Adriatica e di Silvi. E danni anche a Giulianova dove lo spiaggiato ha ricoperto per intero la battigia e una parte dell’arenile. Tante le proteste dei balneatori: «Con questa nuova invasione di rifiuti, tra cui oggetti strani, siamo messi molto peggio rispetto al primo arrivo di spiaggiato. A ciò va aggiunto che il canale vicino al Lido Serenella fa fatica a scaricare a mare. Si va di male in peggio». Sul funzionamento delle caditoie d’acqua piovana così dice l’assessore ai lavori pubblici Giampiero Di Candido: «Problemi ci sono stati solo sul lungomare dove interverremo presto. Per il resto prova superata dopo le pulizie effettuate» Le violente piogge di sabato hanno determinato l’ingrossamento dei fiumi, in particolare delTordino che, tra Mosciano e Giulianova, ha abbandonato il letto naturale erodendo i terreni delle campagne circostanti. Il fenomeno è stato particolarmente visibile all’altezza di Villa Muzi, tra Colleranesco e contrada Mulinetto di Mosciano. Qui la forza dell’acqua ha letteralmente sradicato una quercia secolare terminata con tutto il suo peso di qualche tonnellata nel fiume. In pericolo a poca distanza del Tordino, un traliccio dell’alta tensione che alimenta la zona industriale di Mosciano.
Da Bellante, dove sabato una donna è stata soccorsa dalla polizia nel sottopasso allagata, arriva la protesta dei gestori del bar Abruzzo 2000 che dicono: «Torna la pioggia, la strada diventa un fiume e l'acqua entra dappertutto, anche nel bar. Che ci sia forte maltempo o una pioggerella leggera, la situazione che viene a crearsi è sempre la stessa da anni. Le canaline si riempiono d'acqua, a volte perché otturate, altre volte perché non riescono a reggere il flusso. Il risultato è che ci ritroviamo l'entrata del bar invasa dall'acqua, con forte disagio per noi e per i nostri clienti».(d.p.-al.al.-c.d.g.)
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