Risorge l’edilizia, la spinta arriva da ricostruzione e superbonus

21 Settembre 2021

Da aprile a oggi più 20% della massa salari e più 17% degli addetti rispetto all’anno scorso La Cgil: «Ora servono investimenti per sicurezza e formazione e un nuovo contratto territoriale»

TERAMO. Ricostruzione e superbonus danno la spinta all'edilizia, i cui indicatori nel secondo semestre del 2021 evidenziano una crescita significativa del settore in provincia. Se già nel 2019 già si registravano i primi segnali di una lieve ripresa, il secondo semestre 2021 – che in edilizia parte da aprile – fa infatti registrare una crescita di almeno il 20% della massa salari rispetto ai 25 milioni del 2020, accompagnato da un balzo in avanti anche del numero degli addetti che oggi sono il 17% in più rispetto al periodo pre-pandemia. A snocciolare i dati è il segretario provinciale della Fillea Cgil Corrado Peracchia, che evidenzia come il numero degli occupati sia addirittura maggiore rispetto alle attese e come sia destinato a consolidarsi nei prossimi mesi.
SISMA E BONUS. «Tale risultato è frutto di una situazione di mercato del settore che vede maggiori investimenti sia pubblici che privati e soprattutto lavori della ricostruzione post sisma, che finalmente sta avanzando bene», sottolinea Peracchia, «dal mese di aprile alla prima decade di settembre si contano 331 decreti per 63 milioni di risorse appaltate nella ricostruzione. Gli stessi dati relativi all'uso del superbonus ci restituiscono un quadro positivo grazie anche alle semplificazioni dell'ultimo decreto con effetti positivi per l'ulteriore incremento di occasioni di lavoro ma anche per i riflessi che si producono sul piano della sostenibilità ambientale attraverso la riduzione delle emissioni di Co2 e quella dei costi in bolletta per le famiglie».
I LAVORI IN A14. A fornire un ulteriore impulso alla crescita del settore, secondo il segretario della Fillea, anche i cantieri per la manutenzione delle infrastrutture autostradali (gallerie e viadotti) che insistono sul tratto della A14 che attraverso la provincia di Teramo: sono circa 180, infatti, i lavoratori iscritti alla Cassa edile di Teramo che risultano impiegati nei cantieri autostradali della A14 tra l'Abruzzo e le Marche.
I PROBLEMI. «Ora occorrono più investimenti per accrescere le tutele dei lavoratori, più sicurezza, più salario e formazione», continua Peracchia, «in particolare per le attività a contenuto innovativo, le nuove tecniche di costruzione, materiali e soluzioni ecosostenibili. Occorre rinnovare il contratto collettivo territoriale fermo da anni, per riconoscere ai lavoratori la loro parte di merito di questo importante successo, con significativi aumenti salariali e per il rilancio della formazione e della qualificazione attraverso le scuole edili della bilateralità». Tra le criticità da superare quella legata al dimensionamento delle imprese: oltre l'80% contano da uno a cinque addetti, elemento che non favorisce la competitività e la crescita per lo sviluppo locale del settore. «Vi è inoltre un problema di sottoinquadramento delle maestranze», spiega ancora Peracchia, «elemento questo che non qualifica le professionalità, troppe le figure che risultano inquadrate al primo livello contrattuale (operaio comune - manovale). Una situazione che è in netto contrasto con gli obiettivi di qualità del lavoro e del sempre crescente livello delle lavorazioni, che richiedono specifiche qualificazioni e professionalità, oltre a non essere attrattiva per i giovani e favorire il rinnovamento generazionale». Il segretario della Fillea Cgil conclude: «Il settore darà un forte impulso alla ripresa economica della provincia. Occorrono però politiche che siano in grado di indirizzare e integrare la ricostruzione e lo sviluppo in un’ottica di riqualificazione urbana in grado di cogliere tutte le opportunità offerte dal Pnrr e dall'insieme delle risorse comunitarie».
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