Rispuntano dopo 12 anni tasse sui loculi non pagate

Alcuni contribuenti scoprono delle pendenze sulla propria posizione alla Soget L’associazione Robin Hood: «Il Comune cancelli quelle cartelle ritirate anni fa»
TERAMO. Non tutti forse ricorderanno il caso “tasse sui loculi” che infiammò la primavera-estate del 2007. Ma tanti saranno costretti a ricordare. All’epoca, era in carica la giunta Chiodi, la Team aveva appena preso in appalto la gestione del cimitero e furono emessi 6.290 bollettini all’indirizzo di altrettanti teramani.
Allora furono proteste a non finire: i bollettini erano considerati nulli in quanto pieni di errori e anche senza causale, periodo di riferimento e tariffa applicata. Alla fine, Comune e Team decisero di ritirarli.
«E’ stato grande lo stupore di alcuni contribuenti che ora sono andati alla Soget per chiedere la propria posizione: risulta che quella tassa non è stata pagata», esordisce Pasquale Di Ferdinando, presidente dell’associazione consumatori “Robin Hood”, «intanto viene da dire che se non ci sono stati atti interruttivi, come non ci sono stati, il pagamento è prescritto. E comunque allora concordammo con la Team di rimettere a posto tutta la situazione relativa all’anagrafe mortuaria entro tre anni: evidentemente l’impegno è stato disatteso, almeno per questo aspetto. Vorremmo sapere se qualcuno è stato pagato per fare questo lavoro e non l’ha svolto».
Finora all’associazione sono arrivate 7-8 segnalazioni. «Non si sa come togliere le cartelle esattoriali», aggiunge Di Ferdinando, «la Team rimanda alla Soget e viceversa. A questo punto il Comune faccia una sanatoria e dica alla Soget di eliminare le cartelle».
Il presidente dell’associazione allarga poi il discorso: «Oggi come allora si pone il problema delle somme che vengono versate alla società che gestisce i servizi cimiteriali per la manutenzione. Ora le somme vengono pagate in blocco al momento dell’acquisto del loculo: bisogna sapere se le incamera la società che ha in gestione in quel momento i cimiteri, ma che potrebbe non averli in futuro, o se vengono accantonate in un fondo per gli anni a venire».
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