Rissa, tre tifosi arrestati e 16 denunciati

Tutti ultrà teramani senza tessera, sfilano davanti al bar ritrovo dei rivali e si scontrano con loro: la polizia li blocca
RIMINI. Non erano andati a vedere la partita, essendo privi della tessera del tifoso, ma a cercare lo scontro con una tifoseria storicamente nemica. Lo scontro l’hanno trovato, ma sono stati tutti bloccati e identificati dalla polizia e per loro si profilano non solo processi penali, ma anche provvedimenti di divieto ad assistere a manifestazioni sportive. 19 ultrà teramani, probabilmente appartenenti al gruppo più oltranzista della curva, “Sedici gradoni”, sono stati protagonisti ieri pomeriggio di scene di guerriglia urbana prima della partita Rimini-Teramo all’esterno dello stadio riminese “Romeo Neri”. Per l’accusa di rissa e danneggiamento tre di loro sono stati arrestati, gli altri 16 denunciati.
Secondo quanto riferisce la questura di Rimini i teramani privi della tessera del tifoso e quindi impossibilitati a entrare allo stadio sono improvvisamente confluiti, attorno alle 14.30, a bordo di un paio di autovetture e di un furgoncino, nell’area davanti al bar Pascoli, tradizionale ritrovo dei tifosi del Rimini, lungo via Pascoli. La sfilata dei rivali è stata vissuta come un affronto dai riminesi. Dallo scambio di insulti si è passati alle mani. Due gruppi contrapposti si sono affrontati per pochissimo tempo, ma dando vita a una rissa violenta e non priva di conseguenze: auto distrutte, bar danneggiato, arredi urbani divelti. L’intervento dei poliziotti, che hanno fatto ricorso anche al lancio di un lacrimogeno per disperdere i violenti, è stato tempestivo – la partita, visti i precedenti tra le due fazioni risalenti ai primi anni Duemila, era a rischio ed è probabile che la questura teramana avesse avvertito i colleghi romagnoli del possibile arrivo di ultrà senza biglietto – per cui ha consentito di bloccare in sicurezza tutti i teramani, anche se i protagonisti riminesi della rissa sono riusciti a dileguarsi nelle strade circostanti.
I 19 teramani, tra i quali anche dei minorenni, pagano dunque per primi i cinque minuti di follia anche se gli accertamenti della Digos riminese sono ancora in corso e non si escludono provvedimenti “differiti” per gli ultrà locali. L’accusa di rissa e danneggiamento coinvolge tutti i 19 ma tre tifosi abruzzesi la cui posizione è evidentemente ritenuta più grave sono stati anche arrestati e un minore denunciato per “possesso di artifizi pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive”. Un altro tifoso teramano è stato denunciato anche per resistenza a pubblico ufficiale e per rifiuto di dichiarare le proprie generalità. Sono inoltre partite alcune segnalazioni alla prefettura per possesso di sostanze stupefacenti per uso personale.
La maggior parte dei teramani coinvolta nei fatti di Rimini è risultata già diffidata in passato, anche se i Daspo in questione erano scaduti, e con precedenti penali specifici. Sono stati inoltre sequestrati petardi e fumogeni e una serie di aste, materiale trovato nelle auto dei teramani. Sugli scontri sono in corso ulteriori indagini.(red.te)
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