Ristorante mette il gazebo Comune lo fa rimuovere

19 Agosto 2016

La struttura utilizzata per i tavoli all’aperto si trova su un’area pubblica Il titolare del locale deve smantellarlo altrimenti rischia una maxi multa

GIULIANOVA. Il Comune di Giulianova ha ordinato la rimozione del gazebo esterno del ristorante Bora Bora, in via dei Pioppi 2, all’Annunziata, perché realizzato senza permessi su un’area pubblica. A redigere l’ordinanza di ripristino dello stato “ante operam” è stata la dirigente Mariangela Mastropietro, dopo un sopralluogo tecnico e in seguito ad alcune segnalazioni di cittadini. Il ristorante, insomma, avrebbe montato il gazebo di 73,50 metri quadri in acciaio zincato e con copertura ombreggiante al di fuori del fabbricato del locale, ma su un’area appartenente al Comune di Giulianova e senza averne prima fatto richiesta nè essere in possesso di un’autorizzazione paesaggistica.

Quello che viene utilizzato come copertura per i tavoli all’aperto dei clienti, infatti, poggia sul parco dell’Annunziata, che è parte integrante del contratto di quartiere Annunziata e che deve essere lasciato libero e fruibile. Il terreno dove si trova il gazebo, infatti, , fa parte delle “aree per spazi pubblici attrezzati a parco per il gioco e lo sport”. L’ordinanza di rimozione del gazebo, dunque, è della massima urgenza e il titolare del ristorante dovrà provvedere a rimuovere l’ombreggio entro 5 giorni dalla data di notifica del provvedimento.

In caso di inottemperanza, qualora il responsabile dell’abuso non provveda al ripristino dello stato dei luoghi, la rimozione sarà eseguita a cura del Comune, ma con spese a carico del responsabile dell’abuso. E’ prevista anche una sanzione amministrativa tra i 2mila e i 20mila euro. Insomma, non è possibile costruire o installare gazebo o qualsiasi altra cosa senza che siano state prima fatte le dovute richieste, soprattutto se si tratta di suolo pubblico.

Non è la prima volta che il Comune fa rimuovere o ripristinare allo stato ante operam diverse costruzioni abusive realizzate nel tempo da cittadini che si credono più furbi di altri. Nell’aprile scorso, ad esempio, è stata firmata l’ordinanza per la rimozione di una canna fumaria in centro storico (poi rimossa dai proprietari del locale), che non aveva le dovute autorizzazioni. La canna fumaria, oltretutto, di colore arancione e impattante era stata reputata indecorosa perché realizzata appunto nel centro storico della città.

Margherita Totaro

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