Risveglio col terremoto Tanta paura, niente danni

6 Settembre 2017

Si è avvertita distintamente in provincia la forte scossa delle 6.34 a Campotosto Nessuna conseguenza in città, qualche calcinaccio caduto nei centri montani

TERAMO. È stato un brutto risveglio quello di ieri mattina per i tanti teramani che hanno distintamente avvertito il terremoto delle 6,34. Una scossa piuttosto potente, di magnitudo 3.9, con epicentro a due chilometri ad ovest di Campotosto, vicinissimo al confine con la provincia teramana. Tanta paura, ma niente danni, anche perché il sisma, per quanto intenso, è stato isolato e di durata molto breve, appena qualche secondo. Tanto è bastato, però, a buttare giù dal letto tante persone e a far venire un brivido a quelle che erano già in piedi. Il pensiero di molti è corso subito alla terribile giornata del 18 gennaio scorso, quando quattro forti scosse in sequenza avevano gettato nel panico tutta la popolazione – già provata dai disagi dall’eccezionale nevicata caduta nella notte precedente – e sopratutto al fortissimo sisma del 30 ottobre, la scossa più forte registrata in Italia dai tempi del terremoto dell’Irpinia. Ieri, per fortuna, non ci sono state conseguenze, ma solo tanta paura. E se in città il sisma si è avvertito distintamente, si è sentito ancora più forte nelle zone di montagna più vicine a Campotosto.
Come a Crognaleto, a pochi chilometri all’epicentro. Il sindaco Giuseppe D’Alonzo, riferisce di «qualche calcinaccio ma nessun crollo. Però la gente si è rimessa in macchina per la paura. L’unica cosa certa che abbiamo è la scuola in legno antisismica che aprirà lunedì. Davvero è l’unica iniezione positiva che tiene ancora la gente legata alla montagna e che ci consente ancora di mantenere le iscrizioni». D’Alonzo non nasconde la sua preoccupazione: «Cerchiamo di farci forza, stiamo preparando le piattaforme che ospiteranno gli undici moduli abitativi provvisori pronti, con molta probabilità, a novembre. Abbiamo delocalizzato un’attività commerciale inagibile, nella frazione di Tintorale, che a giorni riaprirà. Ma da soli non ce la possiamo fare».
Stesse conseguenze negli latri centri vicini all’epicentro come Cortino, Fano Adriano e Pietracamela. Tanto spavento e nessun danno a persone e cose a esclusione di qualche lieve aggravamento di lesioni già esistenti in edifici inagibili nei comuni più vicini al luogo di genesi del terremoto come hanno comunicato i sindaci. E sui social network si è scatenata la catena dei commenti: «Ma il mostro quando va via?» «Ci risiamo!». «Ancora? Non se ne può più!». (red.te.)
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