«Ritardi e spese lievitate, disastro sul corso»

D’Alberto (Pd): resta incertezza sulla conclusione dell’opera e i costi sono aumentati di 300mila euro
TERAMO. Ritardi e costi maggiorati. E' in questa sintesi la vicenda dei lavori in corso San Giorgio secondo il capogruppo del Pd in Comune Gianguido D'Alberto. «Il cronoprogramma in origine prevedeva la conclusione dei lavori a marzo», fa presente il consigliere, «ma siamo arrivati a maggio e la fine dell'intervento resta ben lontana». Anzi, secondo D'Alberto, l'opera procede tra incertezze e difficoltà che la rendono «la fotografia dei fallimenti dell'amministrazione».
Sulla tempistica di ultimazione dei lavori non aggiunge chiarezza la perizia di variante emessa a febbraio per chiudere la procedura legata al rinvenimento dei reperti archeologici e degli errori nella fornitura della pavimentazione. «Nel documento non è indicato alcun termine per il completamento di un appalto», sottolinea il capogruppo del Pd, «avviato nel 2015 e che ha già lasciato sul campo morti e feriti tra i commercianti colpiti dall'incapacità programmatoria dell'amministrazione». La perizia di variante, però, certifica l'aumento dei costi del 12% che corrisponde a circa 300mila euro in più rispetto al prezzo di aggiudicazione dell'intervento. «Il maggior esborso è coperto dal finanziamento disponibile», fa notare il consigliere, «ma erode il ribasso d'asta del 31,64% con cui l'associazione temporanea d'imprese ha vinto la gara».
L'aumento della spesa, a detta del capogruppo del Pd, è conseguenza della mancata analisi preventiva dell'amministrazione sulle possibili interferenze con i reperti archeologici che sono stati riportati alla luce durante gli scavi e hanno rallentato i lavori. Il Comune, inoltre, non sarebbe stato in grado di avviare alcuna attività d'indirizzo e di controllo sulla realizzazione del progetto creando così le premesse del clamoroso errore sulla pavimentazione rispedita al mittente perché di colore non corrispondente a quello indicato nel progetto.
«Resta una grossa incertezza sulla conclusione dell'opera», sottolinea D'Alberto, «e il problema non è solo del corso, ma di tutto il centro». Nonostante errori e ritardi ai commercianti non è stato assicurato neppure un minimo indennizzo e il consigliere del Pd annuncia l'intervento della commissione di garanzia per fare chiarezza su tutte le questioni controverse connesse all'opera. «A giudicare da come è stata gestita questa procedura», conclude, «siamo sicuri che un commissario farebbe peggio?». (g.d.m.)
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