Ritardi nei pagamenti, personale in rivolta

Alla Rsa di Casalena infermieri e Oss percepiscono le indennità dopo mesi: «Andremo dall’avvocato»
TERAMO. Torna alla carica il personale non medico della Rsa di Casalena. Si tratta di una ventina di dipendenti della Asl, fra infermieri, Oss e ausiliari, che ricevono il pagamento di alcune indennità in ritardo.
I dipendenti hanno più volte segnalato il problema alla Asl e sono arrivati anche a protestare, nell’aprile scorso sul Centro, ma dopo una breve tregua il problema si è riproposto. Dal 2016 i pagamenti di voci come lavoro notturno, festivo e domenicale avvengono con una irregolarità sconcertante. Normalmente queste indennità non vengono pagate con la busta paga del mese in cui sono state svolte, e su questo nessuno ha da eccepire. Ma a volte non vengono pagate nemmeno il mese successivo e quello ancora dopo. Oppure vengono pagati solo vecchi arretrati ma non quelli maturati alla normale scadenza. «L'esempio lampante è quello che è accaduto questo mese: non ci hanno pagato il mese corrente, ma solo gli arretrati di luglio. Non parliamo di cifre irrisorie, si tratta di 250-300 euro in meno», sottolineano alla Rsa, «questo caos nei pagamenti si protrae da due-tre anni. Viviamo in una situazione di incertezza, non sappiamo mai la cifra che percepiremo alla fine del mese. E’ impossibile programmare una spesa, visto che ci sono sbalzi da 2-300 euro, e non sono pochi».
Il problema però non riguarda l’ospedale. «In ospedale non è mai successo e noi siamo dipendenti della Asl come gli altri, non si capisce perché abbiamo un trattamento diverso. Peraltro gli Oss dell’ospedale ormai l’anno scorso hanno percepito la “libera professione” del 2016, incentivi per ore di lavoro in più. Da noi ancora niente, avevano promesso che ce l’avrebbero liquidata questo mese, non era vero». I dipendenti tornano a ribadire che hanno segnalato la situazione più volte, a vuoto: «A questo punto, andremo dall’avvocato per risolvere una volta per tutte la situazione». (a.f.)

