Riti voodoo, la nigeriana nega

25 Settembre 2016

Controguerra, la donna sentita in carcere: contestato anche un procurato aborto

CONTROGUERRA. Riti voodoo e prostituzione: è anche un procurato aborto ad una delle ragazze finite sulla Bonifica quello che la procura ascolana contesta alla nigeriana arrestata dalla polizia per sfruttamento della prostituzione. La ragazza, assistita dall’avvocato Simone Matraxia, nei giorni scorsi è stata sentita per rogatoria dal gip Giovanni de Rensis e davanti al giudice ha respinto tutte le accuse. Il legale annuncia ricorso al tribunale del Riesame.

Nell’inchiesta è stato arrestato ( ai domiciliari) anche il fidanzato della ragazza, un uomo di Alba accusato di aver accompagnato le ragazze sulla Bonifica. I fatti sarebbero avvenuti fra maggio e settembre 2015 a Stella di Monsampolo e Controguerra. Le indagini della polizia sono scattate dopo la segnalazione fatta da un'associazione locale che si occupa di immigrazione ed hanno avuto riscontro anche attraverso documenti che hanno dimostrato come l'indagata organizzasse i viaggi dalla Nigeria delle giovani connazionali.Secondo la ricostruzione della polizia ascolana le ragazze, una volta giunte in Italia, venivano spaventate con dei riti voodoo al fine di mantenerle in condizioni di soggezione per poi costringerle alla prostituzione. L’indagine è stata coordinata dal sostituto procuratore di Ascoli Lorenzo Destro. Secondo la polizia la nigeriana di 30 anni, domiciliata a Monsampolo del Tronto, avrebbe promosso e organizzato l'ingresso in Italia di almeno sei connazionali, costringendole alla prostituzione con violenze e minacce, anche attraverso i familiari. «L'operazione», si legge in una nota della questura ascolana diffusa nel giorno degli arresti dei due, «è la continuazione dell'attività investigata iniziata nel luglio scorso dalla polizia a seguito di una serie di servizi mirati per arginare il fenomeno della prostituzione sulla tratta di competenza della strada Bonifica del Tronto».(d.p.)

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