Ritrova l’auto rubata, punto da una siringa

29 Novembre 2015

L’avevano lasciata i ladri, forse dei tossici, nella vettura di un dipendente del Comune di Roseto

ROSETO. Gli rubano l’automobile di giorno in pieno centro a Roseto, i carabinieri la ritrovano, ma quando va a riprendersela si punge con una siringa usata che i ladri avevano lasciato sul sedile. È solo la prima parte della disavventura capitata a un operaio comunale, il quale oltre al danno si è ritrovato anche la beffa di doversi pagare di tasca propria tutti gli esami medici per scongiurare eventuali contagi contratti a causa della puntura.

Ma procediamo con ordine. «Intorno alle 16,30 ho parcheggiato la mia vecchia auto lungo la Nazionale», racconta l’uomo, ormai prossimo alla pensione, «e sono sceso lasciando le chiavi sul sedile anteriore, quello del lato passeggero. Circa dieci minuti dopo sono tornato e l’auto non c’era più». Quasi incredulo del furto subìto a causa dello scarso valore dell’auto, che lui usa soprattutto per lavoro, quindi disordinata e non proprio pulitissima, l’uomo va dai carabinieri per denunciare l’accaduto, ma senza nutrire troppe speranze di ritrovarla. Invece qualche giorno dopo viene raggiunto prima dell’alba da una telefonata quasi inaspettata.

«I carabinieri mi hanno chiamato dicendomi che la mia macchina era stata trovata in una località poco distante da Roseto», continua l’uomo, «e che dovevo andare subito a ritirarla altrimenti sarebbe intervenuto il carro attrezzi».

In fretta e furia l’operaio si fa accompagnare sul posto per tornare in possesso del mezzo rubato. «Sono arrivato pochi minuti dopo, intorno alle cinque del mattino», prosegue il racconto dell’operaio, «e ho trovato la macchina proprio dove mi avevano detto al telefono i carabinieri. La prima cosa che mi è balzata agli occhi è stata la grande confusione all’interno dell’abitacolo, con carte e oggetti ammucchiati sui sedili. Così la prima cosa che ho fatto è stato di rimettere un po’ d’ordine, ma non appena ho affondato le mani per prendere le cose e spostarle mi sono accorto di essermi punto: era l’ago di una siringa usata che qualcuno aveva lasciato lì. A quel punto ho pensato che a rubare la mia macchina fossero stati dei tossici, il che mi ha fatto preoccupare per la possibilità di aver preso qualche malattia pungendomi».

Una preoccupazione più che comprensibile, tanto da spingere l’uomo a rivolgersi a una struttura sanitaria della zona. «Dopo circa sei ore di attesa al pronto soccorso», dice ancora l’uomo, «una volta arrivato il mio turno mi sono sentito dire che lì non potevano fare nulla per il mio caso e che quindi dovevo rivolgermi altrove».

«Ora», conclude sconsolato l’uomo, «mi toccherà anche trovare un laboratorio privato dove effettuare le analisi per vedere se ho contratto qualche malattia, pagando di tasca mia ogni cosa, nella speranza che tutto si risolva per il meglio».(f.ce.)

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