Rivela che il paziente ha l’Aids, condannato
Quattro mesi a un impiegato della Asl, la prima sentenza era stata annullata dalla corte d’appello
TERAMO. La condanna a sei mesi del primo processo era stata annullata dalla corte d’appello per un vizio procedurale. Al termine del processo bis Andrea Casalena, 39 anni, è stato condannato a quattro mesi per rivelazione di segreto d’ufficio perchè lui, dipendente Asl, è accusato di aver svelato la sieropositività di un paziente.
Lo ha sentenziato il tribunale in composizione collegiale (presidente del collegio Flavio Conciatori, a latere Franco Tetto e Enrico Pompei) al termine dell’istruttoria dibattimentale che si è chiusa con un confronto in aula a porte chiuse. Per l’impiegato (assistito dall’avvocato TommasoNavarra) pena sospesa e niente pagamento di provvisionale (danni da liquidarsi in sede civile).I fatti, secondo la denuncia della parte lesa (un uomo assistito dall’avvocato Michela Manente) si sono verificati nel 2008. Secondo l’accusa l’uomo si era presentato ad uno sportello dell’Asl teramana con l’impegnativa del medico per fare dei controlli di routine. In quell’occasione aveva dichiarato di essere invalido al 100% per poter fruire dell’esenzione del ticket.
L’impiegato e addetto allo sportello gli aveva chiesto di poter vedere l’esenzione per accertare l’invalidità e quindi l’esenzione dal pagamento. In quell’occasione avrebbe scoperto la sieropositività. Dopo qualche momento l’uomo sarebbe tornato allo sportello in compagnia di un’amica conosciuta anche dal dipendente. Sempre secondo l’accusa quest’ultimo, alla vista della donna, l’avrebbe chiamata dietro al bancone dicendole: «Guarda che il tuo amico ha l’Aids». Dopo la sentenza di condanna, la difesa annuncia –una volta conosciute le motivazioni – ricorso in appello.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

