«Roberto ci è apparso deluso e sofferente»

24 Aprile 2019

Le testimonianze degli amici. Il titolare della palestra in cui è stato istruttore: «Un ragazzo sensibile»

PESCARA. Roberto che gira per le vie del suo quartiere a Pescara, zona centro, col borsone scuro in spalla e l’abbigliamento sportivo addosso, come la notte in cui si è eclissato a Pineto, 5 giorni fa. Roberto che si allena con i pesi nella palestra dell’amico Pietro in viale Bovio dove, anni fa, faceva il personal trainer per hobby e per passione. Roberto, laureato in Lettere e Filosofia, che dice ad amici e conoscenti di essere un «educatore», attivo nelle scuole della provincia. Roberto, persona di «altissimo spessore culturale, schivo, riservato, gentile, generoso», come lo descrive chi lo conosce, che ama gli animali ma che agli amici appare «deluso dalla quotidianità». Sono le mille vite di Roberto Sciarra, 42 anni, pescarese residente in via Donatello, scomparso a Pineto, dove si trovava per le festività pasquali con la famiglia, nella notte tra venerdì e sabato scorsi. Una telecamera, posizionata su una abitazione vicina alla dimora di famiglia, tra via Roma e via Colombo, ha catturato le immagini del giovane mentre attraversa quelle stradine silenziose all’una e 20 di notte, diretto verso il mare. Addosso una tuta da ginnastica grigia e l’immancabile borsone scuro. Così lo ricorda anche Pietro Pomponio, 67 anni, titolare della palestra Golden Gym: «Sempre sportivo e allenato, fino a due anni fa qui da noi è stato anche personal trainer. Poi non l’ho più visto. Circa otto mesi fa l’ho incrociato per caso in un supermercato della zona. Mi disse di essere appena tornato dalla California, Usa. Parlammo delle nostre passioni e insoddisfazioni. Mi sembrò deluso dalla quotidianità, lui, ragazzo sensibile con un grande senso dell’ironia e una forte spiritualità interiore. Credo cercasse una strada diversa in un mondo migliore. Amante degli animali, in casa aveva un canarino. Sono preoccupato per la sua sorte, ma voglio essere positivo» conclude Pomponio.
Pietro, Enzo e Manuele Sborlini, tre generazioni di barbieri, lo ricevono spesso nel barber shop stracolmo di foto d’epoca, a due passi da casa: «È sempre educato, gentile e affabile», dicono in coro, «oltre al fatto che è un bel ragazzo dal fisico scultoreo. L’ultima volta lo abbiamo visto un mese e mezzo fa, ci è apparso sofferente».
Domenico, il barista sotto casa, lo descrive come un «uomo molto generoso, ogni tanto scende a prendere un caffè, è una bravissima persona». Lo stesso pensiero di Giovanni, un cliente, che ben conosce Sciarra da anni: «Ha una sensibilità straordinaria ed è un uomo di grande spessore culturale, è molto legato ai suoi genitori» Ezio e Luciana. Miria Orioli gestisce il centro sportivo Il Gabbiano Rosso, in piazza Ovidio. La signora riferisce di non vederlo da «almeno cinque anni». Ma quando il body builder si allenava nella sua palestra, raccontava di essere «un educatore impegnato nelle scuole della provincia».