Rolli-Salpa, la Cgil: «Accordo disatteso, stagionali dimezzati»

Roseto, l’azienda è sotto accusa per i tagli all’organico Quaresimale convoca le parti in Regione il 4 agosto
ROSETO. «Siglato in Regione nell’ottobre 2018, l’accordo che chiuse la vertenza Rolli-Salpa e che tuttora regola una parte rilevante dell’attività produttiva dell’azienda rosetana risulta oggi in gran parte disatteso». Lo scrivono in una nota Cristiana Bianucci e Nadia Rossi, rispettivamente segretaria provinciale e coordinatrice regionale della Flai Cgil. L’organizzazione sindacale ha assunto l’iniziativa di richiedere alla Regione la convocazione di tutti i soggetti firmatari di tale accordo «per una verifica puntuale della sua applicazione, in particolare in merito al mantenimento dei livelli occupazionali», e l’assessore regionale al lavoro Pietro Quaresimale ha convocato l’incontro in modalità videocall per venerdì 4 agosto alle 11.30.
Secondo la Flai Cgil «il lodevole impegno profuso dal sindaco di Roseto, Mario Nugnes, che più volte si è reso disponibile a facilitare il dialogo tra azienda e sindacati, non può bastare. Le competenze in materia di lavoro afferiscono ad altri livelli istituzionali che oggi è necessario coinvolgere. Secondo l’accordo del 2018 i lavoratori a tempo indeterminato erano 175, gli stagionali con otto mesi di lavoro garantito erano 495, gli stagionali che risultavano regolarmente utilizzati dall’azienda per il lavoro residuo erano 455. Da allora ad oggi, il numero dei lavoratori a tempo indeterminato è rimasto più o meno stabile, mentre gli stagionali si sono più che dimezzati. Obiettivo dell’accordo era quello di riportare l’occupazione almeno a quei livelli, dopo una fase transitoria in cui si sarebbe trasferita una parte dell’attività ad Alanno. Obiettivo evidentemente mancato!».
A preoccupare il sindacato non sono solo i numeri. «Senza aver mai accettato di lavorare alla costruzione di percorsi di stabilizzazione della manodopera stagionale», continua la Flai Cgil, «e, almeno negli ultimi anni, senza essere riuscita a garantire gli otto mesi di lavoro a chi ne avrebbe avuto diritto sulla base dell’accordo citato, l’azienda oggi pretenderebbe di far ricorso ad ulteriori forme di lavoro precario, come la somministrazione. Inoltre il contratto integrativo aziendale, che Salpa si era impegnata a sottoscrivere con la Rsu e le organizzazioni sindacali, è rimasto un miraggio. Non è una mancanza da poco. È proprio con l’integrativo, infatti, che si possono dare ai lavoratori risposte concrete in termini di maggiore retribuzione».(d.v.)
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