Rom incinte arrestate scappano da una finestra del convento

Tentano un furto nella casa di un avvocato che le chiude a chiave in camera e chiama i carabinieri Le ragazze di Roma finiscono ai domiciliari nel monastero benedettino ma fuggono nella notte
GIULIANOVA. Entrambe sono giovanissime e incinte: una al quinto e una all’ottavo mese di gravidanza. Ma il pancione non ha impedito a nessuna delle due di forzare il portone di una casa per tentare un furto e, una volta sorprese dal proprietario che le ha chiuse a chiave e ha chiamato i carabinieri, di fuggire saltando da una finestra del convento in cui erano agli arresti domiciliari.
Patrcijia Vasic e Sabrina Pavlovic, 26 e 25 anni, croate, nonostante la giovanissima età, alle spalle hanno già numerosi precedenti specifici per furto e anche loro fanno parte del folto gruppo di donne che ogni giorno lascia i vari campi nomadi della periferia romana per trasferte da furti.
Il copione è lo stesso che ormai da mesi riempie le cronache: il pancione e i minori appresso come difesa. Con le due, infatti, c’era anche una ragazzina di 12 anni affidata ad un centro di prima accoglienza dell’Aquila. La cronaca raccontata dai carabinieri inizia nel tardo pomeriggio di giovedì quando al centralino arriva la chiamata di un cittadino, un avvocato residente in città. L’uomo racconta che nel rientrare in casa ha sentito dei rumori e ha visto tre persone. Aggiunge che ha chiuso il portone per non farle uscire. Quando arrivano i militari della compagnia (diretta dal capitano Domenico Calore) trovano le due donne incinte e la minorenne. Per le maggiorenni, in considerazione dei precedenti specifici, scatta l’arresto per tentato furto. Ma vista lo stato di gravidanza il pm di turno Davide Rosati opta per i domiciliari nel convento dei benedettini, nel centro abitato di Giulianova. Ed è qui che in serata le donne arrivano, mentre la minorenne viene portata all’Aquila. Ma da qui Patricjia e Sabrina scappano in piena notte, saltando da una finestra del primo piano. I carabinieri le cercano nei dintorni, ma delle due nessuna traccia. «Ora», si legge nella nota dell’Arma, «rischiano una pena coercitiva ben più grave».
Fin qui la cronaca di un verbale d’arresto, lontana dai tempi immortalati da Vittorio De Sica in “Ieri, oggi e domani”, quando una indimenticata Sofia Loren dava il volto alla venditrice abusiva di sigarette Adelina Sbaratti che per non essere arrestata, ricorre ad una lunga serie di maternità. Il carcere sarà evitato fino a quando il marito Carmine non cederà sessualmente. Un film ispirato alla storia vera di una contrabbandiera napoletana che per non andare in carcere ebbe 19 gravidanze e continuò il suo “mestiere” fino a 78 anni. (d.p.)
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