Rombo delle moto per l’addio a “Sasà”

12 Luglio 2019

In centinaia al funerale del 32enne morto domenica dopo essere stato colpito da un infarto durante il torneo di calcetto

MARTINSICURO. «Il tuo sorriso ci aiuti a capire l’incomprensibile». È uno dei passaggi dell’omelia di don Patrizio Spina durante la celebrazione dei funerali di Salvatore D’Ardia, il ragazzo di 32 anni morto domenica notte dopo essere stato colpito da un infarto nel campo di calcetto dell’Oasi Club di Villa Rosa mentre partecipava a un torneo.
I funerali del giovane si sono svolti ieri pomeriggio nella chiesa del Sacro Cuore di Martinsicuro, che non è riuscita a contenere le tante persone che hanno voluto dare l’ultimo saluto a Sasà, come era conosciuto da tutti. Un ragazzo sempre allegro, sulla cui bara erano appoggiate le maglie da gioco delle varie società in cui aveva militato nei campionati dilettantistici. Fuori dalla chiesa, in una piazza Cavour presidiata dalla municipale, oltre 100 tra moto e scooter ed alcune Alfa Romeo per un omaggio a un giovane che tutti ricordano con il sorriso sulla labbra. E proprio quel sorriso, contagioso, è stato più volte ricordato sia dagli amici che da don Patrizio durante l’omelia per cercare di dare conforto al padre Matteo, alla madre Rosa ed al fratello Ciro.
SalvatoreD’Ardia, appassionato di calcio e motori, era originario di Torre del Greco ma da molti anni viveva a Martinsicuro insieme alla famiglia in un appartamento in via Molise. Domenica sera, poco prima della mezzanotte, stava partecipando a un torneo di calcetto a Villa Rosa, indossando la maglia del Patatinaikos, quando si è sentito male. Nonostante i soccorsi immediati, prima degli organizzatori con l’ausilio di un defibrillatore e poi degli operatori del 118, per lui non c’è stato nulla da fare. A stroncarlo sul campo da gioco, come confermato dall’autopsia, un infarto che non gli ha lasciato scampo. La sua morte ha gettato nel dolore un’intera comunità. La stessa che ieri si è stretta al dolore dei familiari insieme al sindaco Massimo Vagnoni, presente ai funerali. Davanti alla chiesa i poster di Salvatore, sempre con il sorriso sulle labbra, gli amici, con un gruppo a fare da picchetto alla bara e l’immagine di Salvatore in piedi sulla sua moto stampata sulla maglia bianca, oltre ai rappresentanti di diversi moto club e del "vespa Club" di Giulianova e ai compagni delle varie squadre in cui aveva giocato a calcio. All’uscita del feretro dalla chiesa del Sacro Cuore a salutare Salvatore sono stati il rombo delle moto e i palloncini bianchi fatti volare in cielo. Poi l’addio del padre, che accompagnato da un lungo applauso ha acceso la moto di Salvatore, posizionata al fianco della bara. Successivamente il corteo funebre ha accompagnato il feretro presso il cimitero di Martinsicuro, dove il giovane è stato tumulato.
Ieri ad esprimere le proprie condoglianze alla famiglia per la scomparsa del 32enne è stato anche il direttivo dell’”Alfa Club Marche”, di cui Salvatore D’Ardia era componente e socio attivissimo. E proprio alla memoria di Salvatore l’Alfa Club ha deciso di dedicare la quarta edizione del raduno automobilistico in programma domenica 14 luglio. «Si è inteso», si legge sul sito del club, «seppure con il dolore nell’animo, non cancellare la manifestazione prevista in modo da celebrarne il ricordo e l’impegno».
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