“Rosa d’argento” ai due coniugi benefattori

Eusebio Astiaso e Giulietta Cascino riceveranno il riconoscimento a gennaio, piazza a padre Ranieri
ROSETO . Dopo il conferimento della cittadinanza onoraria a Eusebio Astiaso e Giulietta Cascino nell’ultimo consiglio comunale, l’amministrazione rosetana ha deciso di organizzare una cerimonia pubblica, che si terrà subito dopo il periodo natalizio. La data prevista è sabato 13 gennaio e nel corso dell’iniziativa sarà consegnata a entrambi la “rosa d’argento”, il simbolo che esprime la riconoscenza della città a personalità di particolare spicco per l’impegno nei vari settori della vita sociale. I due coniugi per anni hanno vissuto a Roseto, dove nel 1978 insieme ad altri, hanno fondato il cammino neocatecumenale, un itinerario di formazione cristiana per la riscoperta del battesimo, ma hanno svolto la loro opera evangelizzazione in Abruzzo, Marche, Sicilia, Calabria e anche a Malta.
«Siamo orgogliosi di avere conferito la cittadinanza onoraria ai signori Eusebio Astiaso e Giulietta Cascino che costituiscono, con la loro semplice ma straordinaria personalità, un monito per tutti noi a costruire una società più solidale e attenta ai bisogni delle famiglie e delle fasce della cittadinanza più deboli», affermano il sindaco Mario Nugnes e la presidente del consiglio comunale Gabriella Recchiuti che presentano così l’iniziativa, «si tratta di un riconoscimento dovuto per l’opera svolta da loro in favore della famiglia, dei giovani e degli anziani in tanti anni di presenza nella comunità cittadina di Roseto. Anni durante i quali si sono fatti carico di problematiche di disagio giovanile, di dipendenze e di crisi familiari e hanno favorito una progressiva crescita nella popolazione di quei valori culturali e sociali rivolti ad un’autentica e umana solidarietà verso i più deboli».
Il 13 gennaio, inoltre, sarà ufficialmente intitolata la piazza antistante il cimitero di Roseto a padre Giacomo Raineri, sacerdote scomparso il 18 settembre 2019, che è stato vice parroco della chiesa del Sacro Cuore nel 1970 e poi si è dedicato in particolare alla missione di evangelizzazione dei territori martoriati dalla guerra nell’ex Jugoslavia del dopo Tito. Per questo la sua tomba, che si trova nel cimitero di Roseto, è meta di centinaia di fedeli provenienti anche da Croazia, Serbia, Bosnia e Slovenia. (l.v.)

