Rosetano arrestato a Cuba per omicidio

Di Gregorio, falegname 56enne, è accusato di aver ucciso un imprenditore al culmine di una lite per un prestito di 500 euro
ROSETO. È stato arrestato a Cuba, con l’accusa di omicidio, Rolando Di Gregorio, falegname rosetano di 56 anni. Secondo gli investigatori dell’isola caraibica, l’uomo infatti avrebbe ucciso lo scorso 1° marzo nel corso di una lite un imprenditore calabrese, Francesco Sciammarella di 76 anni, nella cittadina di Las Tunas, nella parte orientale di Cuba. I fatti, però, non sono chiari. Secondo una prima ricostruzione il rosetano avrebbe ottenuto da Sciammarella un prestito di 500 euro e quando quest’ultimo ne ha chiesto la restituzione si è innescato il diverbio sfociato in tragedia.
L’autopsia, disposta dalle autorità cubane, ha stabilito che la morte del calabrese è stata causata da un colpo alla testa con un oggetto contundente (il corpo dell’imprenditore è stato trovato a terra in una pozza di sangue), ma secondo la versione fornita da Di Gregorio, Sciammarella avrebbe battuto la testa contro lo spigolo di un gradino, cadendo all’indietro, dopo aver colpito il falegname alla fronte con un casco. Da un lato dunque c’è la versione delle autorità cubane, dall’altro quella del rosetano, che parla di «tragica fatalità». Nonostante i soccorsi immediati, il calabrese è morto in ospedale per emorragia cerebrale. La polizia cubana ha avviato immediatamente le indagini e nel giro di poche ore è risalita all’identità del sospettato e ha fatto scattare l’arresto per il falegname. Il rosetano è stato fermato a qualche chilometro di distanza dal punto in Sciammarella è stato trovato morto e secondo alcuni testimoni sarebbe stato portato in ospedale, dove gli sono stati applicati sette punti di sutura nell’arcata sopracciliare. Di Gregorio, sposato e con due figli, è ripartito per Cuba da Scerne di Pineto il 13 maggio 2023 perché aveva il compito di avviare una fabbrica di porte. Da giovane il rosetano ha lavorato con il fratello e il padre, quest’ultimo deceduto alcuni anni fa, nella falegnameria di famiglia a Casal Thaulero, dove vivono tutt’ora alcuni suoi familiari. A fine anni ‘90, però, l’azienda di famiglia ha chiuso i battenti, ma Di Gregorio ha continuato a lavorare nello stesso settore per diverse aziende teramane. Una volta sposato, si è trasferito a Scerne, e nei primi anni Duemila ha deciso di andare in Sud America, nelle isole caraibiche, come falegname, tra Santo Domingo e Cuba. Per stare vicino alla moglie e ai suoi due figli, però, Di Gregorio aveva deciso di restare sei mesi all’estero e sei mesi a Scerne con la sua famiglia. Il suo arresto ha creato turbamento tra parenti e amici di Scerne e Roseto.
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