Roseto, è scontro politico sulla chiusura della scuola

ROSETO. La chiusura della scuola elementare di Montepagano si è trasformata in una battaglia politica tra maggioranza e opposizione. Le ragioni di entrambi gli schieramenti sono state espresse...
ROSETO. La chiusura della scuola elementare di Montepagano si è trasformata in una battaglia politica tra maggioranza e opposizione. Le ragioni di entrambi gli schieramenti sono state espresse pubblicamente lunedì sera nel corso di un incontro che si è tenuto a Montepagano alla presenza di numerosi rappresentanti della politica locale. Una sorta di consiglio comunale durante il quale la coalizione di centrodestra ha ribadito con forza l’opportunità di mantenere aperta la scuola, anche se solo per alcune classi come accaduto negli ultimi anni. Di contro la maggioranza ha sottolineato che le ragioni che rendono realmente insormontabile la riapertura della scuola sono «la decisione della direzione regionale di eliminare il codice meccanografico alla scuola di Montepagano», si legge in una nota del Pd, «e le difficoltà e criticità sottolineate dal dirigente del secondo circolo di trovare una soluzione al problema come è stato fatto negli anni scorsi. A onore del vero va detto che la disponibilità da parte del dirigente del secondo circolo era stata condizionata alla promessa, mai mantenuta dall’ex sindaco Pavone, di intervenire sui fattori urbanistici, demografici (provvedimenti utili al ripopolamento della frazione di Montepagano) e per la creazione di un offerta culturale e ricreativa nel borgo di Montepagano, che avrebbero reso giustificabile il dislocamento di una sezione distaccata in questa località».
«La differenza l’ha fatta la volontà politica di fare una vera e propria battaglia per mantenere aperta la scuola», dichiara il capogruppo di Avanti per Roseto, Enio Pavone, «per questo presenteremo una mozione in cui si chiede al sindaco Sabatino Di Girolamo e alla sua amministrazione di attivarsi affinché la scuola venga riaperta, considerando anche che rappresenta simbolicamente un pezzo fondamentale della vita sociale dell’antico borgo dal quale non si può prescindere per il suo rilancio». (f.ce.)
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