Roseto, 525 firme per salvare le frazioni dallo spopolamento

I residenti chiedono migliori collegamenti dei mezzi pubblici con il capoluogo e di ottenere facilitazioni fiscali
ROSETO. «Bisogna interrompere lo spopolamento delle frazioni di Roseto». È l’appello lanciato da Lino Quatraccioni, un ex commerciante ora in pensione, residente a Montepagano, il quale si è attivato da tempo per cercare di sensibilizzare l’amministrazione comunale nei confronti del costante esodo di persone che fuggono dai borghi periferici per approdare a Roseto capoluogo, dove ci sono maggiori servizi e le condizioni di vita risultano quindi più agevoli.
Una preoccupazione, quella di Quatraccioni, condivisa da almeno 525 residenti proprio nelle frazioni rosetane, i quali hanno sottoscritto la petizione che ha come obiettivo l’interruzione della migrazione verso Roseto centro. «Il numero degli abitanti nelle frazioni rosetane si è praticamente dimezzato», fa notare infatti Quatraccioni, «a vantaggio del capoluogo che invece ha aumentato i residenti. Se non si adottano delle contromisure, nel giro di pochi anni i borghi periferici risulteranno completamente abbandonati, il che significa annullare la storia della città di Roseto». Servono quindi delle idee per invertire questa tendenza, che lo stesso Quatraccioni ha esposto durante degli incontri con i comitati di quartiere e con l’amministrazione comunale. «Ho trovato molta disponibilità», dice ancora il promotore della petizione, «e anche condivisione rispetto ad alcune proposte, partendo dal potenziamento dei collegamenti. È infatti indispensabile aumentare il numero dei bus attualmente in servizio, razionalizzando anche i tragitti esistenti attraverso l’inserimento di nuove tratte che vadano a collegare centri che attualmente sono scoperti, cioè non dispongono di mezzi pubblici per raggiungere il centro cittadino». Una carenza che già di per sé potrebbe giustificare il trasferimento di numerosi nuclei familiari.
«Provate a immaginare quanti disagi debbano affrontare quelle famiglie in cui lavorano entrambi i genitori», continua Quatraccioni, «oppure chi non dispone di un’automobile, per accompagnare i figli in palestra o nelle varie attività pomeridiane. Ma anche solo per fare compere, visto che all’esodo dei residenti si unisce inevitabilmente anche la chiusura delle poche attività commerciali che erano rimaste nelle frazioni». Ma quella dei trasporti non può essere l’unica misura da adottare. «Per un riequilibrio del territorio», sostiene Quatraccioni, «vanno studiate diverse iniziative, anche fiscali, per facilitare gli investimenti nelle frazioni, ma questo è un compito che spetta alla politica».
Federico Centola
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