Roseto aderisce al Gal tra le polemiche

21 Dicembre 2016

Nonostante il parere contrario dei revisori. E’ scontro in consiglio e il sindaco minaccia denunce

ROSETO. Con 11 voti favorevoli e quattro astenuti il consiglio comunale di Roseto ha scelto di aderire al Gruppo di azione locale (Gal) Terreverdi teramane, una società consortile a responsabilità limitata. Piuttosto acceso il dibattito che ha preceduto la decisione finale, con le opposizioni che hanno fatto leva sul parere contrario del collegio dei revisori dei conti, oltre che ipotizzare futuri scenari clientelari. «Il Gal è uno strumento non per dare posti ai ‘trombati’, per usare un termine usuale ai grillini», ha tuonato in risposta il sindaco Sabatino Di Girolamo, «ma per creare le premesse affinché si possa partecipare a bandi pubblici e intercettare fondi esterni di cui il nostro Comune ha bisogno come l’ossigeno, vista la criticità finanziaria pluricertificata in cui ci troviamo».

Quello delle condizioni finanziarie dell’ente è un argomento che da tempo tiene banco e anche ieri sera è stato oggetto di scontro tra maggioranza e opposizione. Da una parte quest’ultima che sostiene di aver lasciato i conti a posto, dall’altra la coalizione di governo che ha più volte ribadito le «gravi criticità» sotto il profilo finanziario e patrimoniale del Comune di Roseto. «Non è nostra intenzione mettere sotto accusa i nostri predecessori», ha detto in proposito il primo cittadino, «ma nessuno può chiamarsi fuori, tantomeno consentiremo a chicchessia di venire in quest’aula consigliare a dare lezioni, soprattutto se ha gestito il settore come amministratore e come dirigente». Più che esplicito il riferimento a Enio Pavone, per anni assessore al bilancio con il centrosinistra, e all’ex dirigente di ragioneria Rosaria Ciancaione, attuale consigliere di minoranza.

La seduta si è infiammata quando il consigliere Nicola Di Marco ha puntato il dito contro la maggioranza e sul modo in cui ha gestito la fase finale della tornata elettorale. «Avete vinto le elezioni imbrogliando i rosetani», ha urlato Di Marco rivolgendosi ai banchi della maggioranza, «perché non avete rispettato gli impegni presi con la coalizione che ha sostenuto la candidata sindaca Ciancaione». Un concetto ripreso da Enio Pavone, il quale ha ribadito che la vittoria del Pd e di Di Girolamo è stata «frutto di un imbroglio politico». Come prevedibile tali affermazioni hanno acceso gli animi e il primo a replicare è stato Simone Aloisi, il quale ha svelato come al tavolo delle trattative del pre-ballottaggio siano intervenuti «solo l’onorevole Giulio Sottanelli e i suoi sostenitori, abbandonando da subito Ciancaione e le sue liste». «Di Marco non parli di cose che non conosce», ha invece detto Celestino Salvatore, capogruppo del Pd, «perché non l’ho mai visto ai tavoli delle trattative». «Chiunque userà ancora termini forti come imbrogli», ha tuonato il sindaco, «ne risponderà in sede civile».

Federico Centola

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