Roseto, Ciancaione si sospende dal Pd «La linea è suicida»

1 Novembre 2015

Verso il voto, l’aspirante candidato sindaco contesta la corsa solitaria del partito: «Isolati si perde come nel 2011»

ROSETO. «Autosospensione immediata dal Pd e dai ruoli di componente del direttivo dell’Unione comunale e dell’assemblea regionale». Rosaria Ciancaione, aspirante candidato sindaco di Roseto e dirigente al Comune, si chiama momentaneamente fuori dal suo partito, nonostante si senta ancora rappresentata dal Pd «nei suoi valori e nei principi costitutivi». Ma qualcosa non ha funzionato, tanto da spingerla a rinunciare alle primarie, previste per novembre, lasciando campo libero all’unico candidato dem, cioè Sabatino Di Girolamo. «Un partito che si propone di rappresentare lo sviluppo e la realizzazione dell’Ulivo come soggetto e progetto di centrosinistra», è la spiegazione di Rosaria Ciancaione in merito alla sua decisione, «non può permettersi di isolarsi, come accade a Roseto, allontanandosi da tutte le altre forze del centrosinistra. La mancanza di una coalizione in vista delle prossime elezioni comunali, come a più riprese ho fatto presente nel direttivo dell’Unione, non è accettabile né condivisibile».

Una visione che evidentemente non combacia con quella attuale della segreteria del partito, in questa fase orientato verso una linea più solitaria, come peraltro già accaduto nelle ultime amministrative. «Nel 2011 l’isolamento del Pd», sottolinea infatti Ciancaione, «ebbe la pesante conseguenza della sconfitta elettorale e la città, guidata dal centrosinistra sin dal 1974, fu consegnata nelle mani del centrodestra. Credo che per non ripetere gli errori di cinque anni fa necessiterebbe lavorare con impegno e convinzione insieme alle altre forze del centrosinistra, per costruire un progetto politico che si muova intorno al cittadino e che ascolti la voce del popolo, della gente comune».

Dunque totale disaccordo con «la linea suicida che ha sposato la segreteria del Pd», che pare abbia deciso di andare avanti senza l’appoggio di una coalizione. «Io credo che questo abbia a che vedere con una visione limitata dello scenario politico rosetano», è l’analisi di Ciancaione, «e non penso che basti dire che gli altri verranno, come qualcuno sostiene nel partito, perché per aggregare e mettere insieme idee e progetti occorrono pari dignità e, soprattutto, un pizzico di umiltà».

Messa momentaneamente da parte la casacca dem, Ciancaione diventa un candidato sindaco molto appetibile per altri schieramenti, primo fra tutti quello che fa capo ad Abruzzo civico. In ballo, oltre naturalmente al Comune di Roseto, c’è la supremazia locale nel centrosinistra, per la quale è in atto un di braccio di ferro a distanza tra i due parlamentari rosetani: Tommaso Ginoble e Giulio Sottanelli. Una contesa che però potrebbe rivelarsi un vantaggio per la controparte, cioè il centrodestra che sosterrà ancora Enio Pavone, senza sottovalutare il ruolo dei grillini. Ma sul Comune di Roseto sono puntati anche gli sguardi della politica regionale, oltre quella dei due deputati nazionali, pertanto nulla in questa fase può essere escluso.

Federico Centola

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