Roseto, dorme in macchina e chiede invano un alloggio

22 Agosto 2015

ROSETO. Da due settimane dorme dentro un’automobile parcheggiata in un’area poco lontano dal Comune. È la situazione che è costretto a vivere Pasquale Di Matteo, 54 anni, «nato e cresciuto a Roseto»,...

ROSETO. Da due settimane dorme dentro un’automobile parcheggiata in un’area poco lontano dal Comune. È la situazione che è costretto a vivere Pasquale Di Matteo, 54 anni, «nato e cresciuto a Roseto», come lui stesso tiene a precisare. «A questo punto della mia vita mi sono ritrovato senza una casa», racconta Di Matteo, «ed è solo grazie a un amico, il quale mi ha messo a disposizione una vecchia Fiat Punto, che posso trascorrere la notte al riparo. Ma ormai vado avanti in questo modo da 15 giorni e sinceramente non ce la faccio più». L’uomo ha trascorso l’ultimo anno a Roma per lavoro e ora è rientrato a Roseto dove non ha un’occupazione né una casa. «Ho messo da parte qualche soldo», continua Di Matteo, «ma se andassi in un albergo, anche di quelli meno cari, in pochi giorni consumerei tutti i risparmi». «Io cerco di aiutarlo come posso», interviene il titolare del bar Aurora, che si affaccia proprio sulla piazza del municipio, «al mattino viene qui da me e utilizza il bagno per lavarsi, di tanto in tanto gli offro un piatto di minestra, ma non credo che questo possa alleviare il suo disagio».

E le istituzioni? «Ho varcato quel portone decine di volte», dice sconsolato Di Matteo indicando l’ingresso del Comune, «ma nessuno fino a oggi mi ha teso una mano. Mi hanno detto che la priorità è per chi ha moglie e figli, mentre chi come me ha scelto di vivere da solo non ha diritto a nulla. Sono a conoscenza di alloggi popolari chiusi, se vogliono li accompagno a vederli», dice ancora Di Matteo, «e le case disponibili non mancano non per gli extracomunitari, visto che sui campanelli ci sono molti nomi di immigrati. Nulla contro di loro, dico solo che quando sono stato io all’estero mi hanno sempre detto che prima venivano i residenti poi noi stranieri». (f.ce.)

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