Roseto, evento per ricordare Cefalonia
ROSETO. «Per ricordare quelli che furono i più tristi e drammatici episodi della storia italiana e far comprendere alle nuove generazioni quanti sacrifici sono costate libertà e pace». Con queste...
ROSETO. «Per ricordare quelli che furono i più tristi e drammatici episodi della storia italiana e far comprendere alle nuove generazioni quanti sacrifici sono costate libertà e pace». Con queste parole Luciano Di Giulio, uno degli organizzatori della manifestazione “Per non dimenticare”, ha introdotto la quinta edizione dell’iniziativa dedicata all’eccidio di Cefalonia, l’isola greca dove nella seconda guerra mondiale persero la vita quasi diecimila soldati italiani, in gran parte della Divisione Aqui. Uno di loro, Giovanni Capanna, ultimo reduce teramano, è scomparso a marzo, ma è comunque riuscito a fornire il proprio contributo nella ricostruzione degli atroci fatti accaduti nel 1943 a Cefalonia, di cui è stato testimone diretto.
Drammatico il suo racconto, raccolto da Francesco Fagnani in un volume di prossima pubblicazione, durante un violentissimo bombardamento da parte di aerei tedeschi Stukas all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre. «Mi tenevo la testa tra le mani», ha raccontato Capanna, «urlavo e piangevo cercando di affondare nella terra perché mi proteggesse. Fu allora che vidi una vecchina vestita di nero venire verso di me sorridendo e il mio stupore fu enorme quando mi si rivolse in italiano tenendomi la mano: “Che cosa fai la? Vieni” mi disse e la sensazione che provai era inspiegabile: una figura familiare, una sorta di nonna, mi avrebbe portato in salvo». (f.ce.)

