Roseto, i residenti del quartiere-latrina chiedono telecamere

2 Ottobre 2016

Così vogliono scoraggiare tossicodipendenti e vandali che tengono in scacco le vie Secchia, Trebbia e Tagliamento

ROSETO. «Il nostro quartiere sta diventando rifugio per tossici, ubriachi e coppiette in cerca di intimità». Serpeggia malumore a Roseto tra i residenti del rione compreso tra le vie Trebbia, Secchia e Tagliamento, su cui gravitano oltre 50 famiglie, le quali lamentano l’assoluta mancanza di controlli durante la notte.

«L’altra mattina ho ritrovato una siringa usata nel vaso del balcone di casa», riferisce Domenico Di Giuseppe, uno dei residenti nella zona, «e ora devo provvedere da solo a rimuoverla, con tutti i rischi del caso, visto che nessuna delle autorità contattate mi ha garantito un intervento. Tutti gli interlocutori si sono limitati a consigliarmi di rivolgermi ad altri uffici». Uno scaricabarile in piena regola i cui effetti potrebbero provocare un involontario contagio ai danni di chi sarà costretto a maneggiare la siringa usata in assenza dell’intervento di un operatore qualificato. L’episodio è solo la punta dell’iceberg di una situazione che si ripete quasi ogni notte da anni. «Ogni mattina troviamo bottiglie di alcolici abbandonate agli angoli della strada», continua il residente, «poi ancora escrementi umani e residui di vomito di persone che approfittano del fatto che si tratta di una strada chiusa e buia per usarla come una latrina. Le coppiette la usano come alcova per fare i propri comodi, incuranti del le finestre delle abitazioni a pochi centimetri dalla strada».

I residenti esasperati hanno deciso di prendere provvedimenti in prima persona. «Visto che non riusciamo a ottenere controlli delle forze dell’ordine», prosegue Di Giuseppe, «stiamo pensando di attrezzarci per piazzare delle telecamere, naturalmente dopo aver richiesto i regolari permessi, nella speranza che possano far cessare questa situazione insostenibile».

Ci sono ancora disagi lamentati dai residenti “datati” negli anni. In passato è stata attivata una raccolta firme affinché il Comune risolvesse gli storici problemi che minano pesantemente la qualità della vita dei residenti. Uno di questi è la presenza di un cantiere abbandonato perché fermo ormai da anni, tanto che è diventato ricettacolo di sporcizia e habitat naturale per animali di ogni genere. C’è poi il dramma degli allagamenti che si verificano puntualmente dopo ogni temporale, con scantinati inondati e una casa al piano terra che si riempie d’acqua sia nel giardino che nelle stanze. Una situazione drammatica che i tecnici comunali conoscono benissimo, ma a quanto pare sembra di difficile soluzione visto che le cose vanno avanti così da troppi anni.

Federico Centola

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