Roseto: il maltempo cancella ombrelloni e sdraio sulla spiaggia sud

L'erosione avanza e i balneatori chiedono aiuto: "Tutto distrutto, per noi ora la stagione estiva è già finita"
ROSETO. Il tratto di spiaggia a sud del pontile ancora una volta è spazzato via dal maltempo. Un piccolo tsunami che si ripete puntualmente ogni stagione e che anche questa volta ha distrutto ombrelloni e attrezzature, portato via pattini di salvataggio. In due parole: stagione finita per gli operatori che hanno le proprie strutture in quella zona.
Si tratta di circa due chilometri di costa, molta della quale ricoperta di sassi o scogli, dove comunque ci sono stabilimenti balneari, alberghi, case in affitto o in proprietà di villeggianti e due campeggi. «Abbiamo perso diverse attrezzature costose», sbotta uno degli operatori, «e siamo stufi delle promesse e di pagare ogni anno la sabbia e vedere poi questo disastro». Molti di questi balneatori, infatti, provvedono in prima persona all’acquisto di sabbia da spalmare sull’arenile che hanno in concessione proprio perché il mare, in assenza di barriere, mangia puntualmente la spiaggia che viene creata artificialmente. Un’operazione che si ripete puntualmente all’inizio di ogni stagione, in modo che i villeggianti possano trovare un minimo di spiaggia dove trascorrere le vacanze.
Tutto questo, però, comporta un esborso di denaro da parte degli operatori, i quali si sentono per questo penalizzati rispetto ai colleghi che hanno la concessione a nord del pontile. Intanto il Comune si è mosso subito dopo la recente ondata di maltempo. «L’assessore ai lavori pubblici Fabrizio Fornaciari è venuto a vedere e ci ha promesso un intervento imminente per quanto riguarda la protezione con le scogliere», riferisce uno degli operatori della zona, «noi non ci crediamo, ma apprezziamo comunque l’interessamento da parte sua».
«Perché le istituzioni non investono anche nel tratto sud del litorale rosetano?», chiede un altro operatore, «se le cose resteranno ancora in questo modo si verrà a creare una forte discriminazione tra i turisti, i quali saranno spinti a scegliere strutture dotate di spiagge più ampie, penalizzando così noi operatori della zona sud».
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