Roseto, imprenditore accusa: il Comune blocca i miei progetti

19 Febbraio 2015

ROSETO. Da oltre sei anni attende invano una risposta dal Comune per realizzare dei locali per attività commerciali su un’area di sua proprietà. È la storia di Carlo D’Eustachio, uno dei più...

ROSETO. Da oltre sei anni attende invano una risposta dal Comune per realizzare dei locali per attività commerciali su un’area di sua proprietà. È la storia di Carlo D’Eustachio, uno dei più importanti imprenditori rosetani nel settore dell’autotrasporto, il quale qualche anno fa è stato costretto a chiudere con i Tir. Ma pensava di poter cambiare settore investendo su un’area già sua di 13.500 metri quadri, sulla quale avrebbe voluto realizzare 4.500 metri quadri di coperto. «Il resto sarebbe stato a disposizione della collettività», precisa D’Eustachio, «con parcheggi e servizi vari. Addirittura mi ero offerto di costruire una rotatoria per agevolare l’accesso nell’area confinante dove c’è una chiesa molto frequentata». Invece, niente di tutto questo.

«Mi fa piacere che il Comune abbia approvato la variante che consentirà al gruppo Cosmo di realizzare un centro commerciale», aggiunge D’Eustachio, «e lo dico sinceramente, perché sono sempre stato favorevole a nuovi insediamenti imprenditoriali. Ma non capisco il motivo per cui vengano adottati due pesi e due misure». In entrambi i casi si tratta di aree agricole. «È vero», ammette D’Eustachio, «ma la mia è completamente asfaltata da oltre 30 anni. Inoltre c’è già un capannone di 1000 metri quadri, una palazzina uffici e una discoteca; il tutto regolarmente condonato con 90 milioni di vecchie lire. Non credo proprio che un’area così possa definirsi agricola». Anni di rinvii tra Comune e Provincia, conferenze di servizi andate deserte, il che ha fatto sfumare dei contatti che D’Eustachio aveva già avviato. «Nel frattempo nella stessa zona sono sorti due supermercati», dice infatti l’imprenditore rosetano, «entrambi i quali erano in trattativa con me. Inoltre da dieci anni a questa parte le condizioni economiche sono radicalmente mutate in peggio, il che mi ha danneggiato non poco. Ad ogni modo io non sto chiedendo favori, ma solo quello che mi spetta per legge. Di favori ne ho fatti sempre io al Comune in oltre 30 anni di attività, mentre oggi non riesco a far valere dei miei sacrosanti diritti».

Federico Centola

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