Roseto, investì il rivale Il pm chiede il processo

7 Novembre 2015

Chiusa l’inchiesta sulla morte del commerciante Roberto Natalini Per la procura non è stato un omicidio volontario ma preterintenzionale

ROSETO. L’inchiesta sull’investimento mortale del 52enne commerciante rosetano Roberto Natalini si chiude dopo due anni di indagini con una richiesta di rinvio a giudizio per il 41enne Alessandro Bacchetta. Secondo la procura Bacchetta non voleva ucciderlo, ma investirlo con la macchina forse per vendicarsi di vecchie questioni. E’ con questa ricostruzione che il pm Davide Rosati nei mesi scorsi ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio alleggerendo la posizione dell’unico indagato che passa dall’iniziale contestazione di omicidio volontario aggravato dai motivi futili e abbietti a quella di omicidio preterintenzionale.

A Bacchetta (assistito dall’avvocato Cataldo Mariano) il pm contesta anche l’ipotesi di reato di calunnia. Per la procura l’uomo, nella prima telefonata fatta alla polizia per avvertire dell’investimento dopo la fuga, avrebbe detto che al volante della vettura c’era sua madre e non lui. Secondo la consulenza affidata dal pm e le indagini eseguite dalla polizia stradale, che si sono avvalse anche dalle immagini catturate da alcune telecamere in funzione sulla statale 16, la sera dell’incidente Natalini era in sella alla sua bicicletta e viaggiava sulla strada senza zigzagare. L’auto guidata da Bacchetta, secondo il pm, a un certo momento avrebbe deviato verso la bici. Un’accusa, quella della procura, che dovrà passare al vaglio dell’udienza preliminare fissata per marzo. La tragedia si consumò in pochi minuti la sera del 10 settembre del 2013 quando Natalini, che stava percorrendo con la sua bicicletta la statale 16 nel centro di Roseto, fu investito da ll’auto guidata dal 41enne commerciante. Che dopo essere fuggito si presentò spontaneamente dai carabinieri qualche ora dopo.

Indagato inizialmente per omicidio colposo, Bacchetta vide poi appesantire la sua situazione con il pm Rosati che gli contestò l'omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Questo perchè tra l’investitore e l’investito ormai da tempo i rapporti erano pessimi con denunce e litigi continui alcuni dei quali finiti già in tribunale. Inizialmente, dunque, per la pubblica accusa l’uomo avrebbe investito l’ex mobiliere con l’intenzione di uccidere. Forse per vendicarsi del passato, delle tante liti scoppiate per diversi motivi. Ma nel corso delle indagini sarebbero emersi ulteriori particolari che hanno spinto il pm titolare del fascicolo a rivedere il capo di imputazione con il 41enne che dovrà dunque rispondere di omicidio preterintenzionale. (d.p.)

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