Roseto, l’anticorruzione boccia l’incarico per la villa comunale

L’Authority contesta l’affidamento del progetto per i lavori antisismici, che sarebbe avvenuto contro le procedure di legge. Scelta civica accusa: «È l’ennesima perla del settore lavori pubblici»
ROSETO. «L’autorità nazionale anticorruzione boccia il Comune di Roseto per l’incarico di progettazione finalizzato al miglioramento sismico della villa comunale». A svelarlo è il gruppo Scelta civica, rappresentato nel consiglio comunale di Roseto da Flaviano De Vincentiis, eletto di recente anche alla Provincia. «Si arricchisce di una nuova perla l’elenco dei disastri sfornati dall’assessorato ai lavori pubblici di Roseto», si legge nella nota di Scelta civica, «per i quali già molti mesi fa l’onorevole Giulio Sottanelli aveva chiesto le dimissioni dell’assessore Fabrizio Fornaciari». Un’altra tegola, dunque, su questioni urbanistiche per l’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Liberalsocialista Enio Pavone, che va ad aggiungersi all’indagine – già chiusa – sul presunto abuso nell’area ex Monti e a quella – in corso – per l’appalto dei rifiuti, che vede nell’occhio del ciclone il settore comunale che fa capo allo stesso dirigente Lorenzo Patacchini.
«In attesa di conoscere l’esito della guardia di finanza sulla questione rifiuti», incalza infatti Scelta civica, «dopo l’incarico per ristrutturazione e messa a norma di diversi edifici scolastici, affidato a un ingegnere iscritto all’ordine il pomeriggio stesso della nomina, per giunta con la motivazione dell’esperienza acquisita nel relativo settore, dopo l’assunzione di un progettista che per legge non può progettare, ecco arrivare la bocciatura addirittura dall’autorità nazionale anticorruzione per l’incarico di progettazione per il miglioramento sismico della villa comunale».
Il gruppo di minoranza svela che risale al 5 novembre scorso la missiva con la quale l’autorità di vigilanza sui contratti pubblici ha censurato l’operato per l’affidamento degli incarichi poiché non conformi alla relativa normativa. Il gruppo politico svela che a essere contestati, come peraltro già segnalato dall’Ordine degli ingegneri della provincia di Teramo, sono sia l’affidamento a un’associazione temporanea di professionisti costituitasi dopo la scadenza del bando, sia il non rispetto della procedura di affidamento prevista per i compensi superiori ai 100mila euro. «A questo punto delle due l’una», si legge ancora nella nota del coordinamento di Scelta Civica Roseto, «o l’incompetenza regna sovrana in un settore peraltro strategico del Comune, oppure è evidente una volontà di portare avanti azioni clientelari, determinata al punto tale da non fermarsi davanti a nulla, anche se per ottenere risultati voluti (forse promessi?) è necessario superare, oltre che i limiti posti dalle leggi, anche quelli posti dalla più elementare decenza. Crediamo, quindi, che ogni commento sia superfluo: i cittadini stanno capendo, giorno dopo giorno, con chi hanno a che fare».
Federico Centola
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