Roseto, la Croce rossa accumula bollette arretrate per 40mila euro

24 Agosto 2016

Sono acqua, luce e gas della sede concessa dal Comune in comodato gratuito. Le utenze non sono mai state volturate dall’associazione come previsto dal contratto, il sindaco: «Devono pagare»

ROSETO. La sede occupata dai volontari della Croce rossa di Roseto ha maturato debiti per bollette non pagate negli ultimi cinque anni pari a circa 40mila euro. L’edificio è di proprietà del Comune, che lo ha concesso in comodato d’uso gratuito alla Cri, i cui responsabili avrebbero dovuto però volturare le utenze come riportato sul contratto. Ma il cambio di intestazione non è mai avvenuto, così le bollette sono sempre state recapitate al Comune, che non le ha pagate. Oggi la nuova amministrazione ha presentato il conto agli attuali responsabili del comitato locale Cri.

«Quarantamila euro non sono certo bruscolini», spiega il sindaco Sabatino Di Girolamo, «pertanto abbiamo chiesto ai vertici locali del gruppo di trovare una soluzione al problema. Va tenuto in conto che il Comune ha concesso in comodato gratuito i locali occupati dai volontari locali Cri, i cui responsabili avrebbero dovuto provvedere alla voltura delle utenze come chiaramente riportato sul contratto, cosa che però non è stata fatta. E questo rappresenta una chiara omissione, oltre ad aver creato una forte morosità».

Appena insediata, l’attuale amministrazione comunale si è accorta del debito, così ha convocato gli attuali responsabili del gruppo rosetano. «In primis abbiamo fatto notare loro il consumo abnorme di energia elettrica durante le ore notturne», dice ancora il primo cittadino, «chiedendo di individuarne le cause in modo da poterle eliminare. Quindi abbiamo esortato i responsabili locali del gruppo Cri a rivolgersi ai propri livelli superiori (provinciali, regionali o nazionali) per concordare insieme a loro il modo in cui risolvere la morosità».

E qui sorge il problema, visto che da alcuni anni sono stati costituiti i comitati locali, organizzati a operare in totale autonomia, senza più dipendere dalla sede provinciale come accadeva in precedenza. Questo significa che il comitato di cui fa parte Roseto - che nella nuova organizzazione della Croce Rossa comprende anche Silvi, Atri e la Valfino - non può rivolgersi a livelli esterni rispetto all’attuale ordinamento per chiedere interventi finanziari, ma deve trovare una soluzione al proprio interno. Il Comune, dal canto suo, ha fatto sapere che il debito va comunque estinto, anche per evitare disagi nei rapporti tra lo stesso ente e le società che gli forniscono energia. «Il pregresso va saldato», dice infatti il sindaco, «ma per il futuro siamo disponibili a parlare con i volontari locali, anche per trovare insieme eventuali altri modi di contribuire alla loro attività».

Una situazione apparentemente senza via d’uscita, che sta turbando i sonni degli attuali responsabili del comitato, i quali hanno convocato proprio per questa sera una riunione, che si terrà nella sede di Roseto, alla quale sono stati invitati tutti i volontari per affrontare insieme l’argomento. La questione non è priva di risvolti poco chiari. Il nodo da sciogliere è soprattutto uno: capire per quale motivo l’intestazione del contratto della fornitura di energia non sia stata volturata, passando cioè dall’essere a nome del Comune a quello della Cri. Bisognerà inoltre fare chiarezza sul perché negli ultimi cinque anni le bollette non siano state pagate dalla Croce rossa, ma consegnate direttamente al Comune.

Federico Centola

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